La sessualità non è sempre associata a benessere e piacevolezza, ma spesso viene accuratamente evitata. La DAS, disturbo da avversione sessuale, è una problematica sessuale che appartiene alle disfunzioni della prima fase della risposta sessuale: la fase del desiderio sessuale

La vita intima e sessuale, dovrebbe essere un vero collante per la coppia, dovrebbe  infatti rappresentare un “luogo simbolico” dove la coppia si ritrova, ha degli scambi emozionali e di pelle, per diventare poi, una sorta di ricarica energetica ed emozionale. Molte coppie oggi, soffrono invece di frequenti  disfunzioni sessuali, disfunzioni che compromettono le varie fasi della risposta sessuale, da quella del desiderio, a quella dell’eccitazione, fino ad arrivare alla terza ed ultima fase, quella orgasmica.

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La salute sessuale è un concetto veramente complesso e sfaccettato, determinato da fattori biologici, psichici, relazionali ed ambientali. Ogni individuo porta nella sua coppia esperienze passate, nuove acquisizioni, e nuclei psichici irrisolti che si intersecano con il patrimonio esperenziale e sensoriale del coniuge, dando vita alla “dimensione relazionale” della sessualità.

I problemi sessuali, qualunque essi siano, sono spesso determinati da svariati fattori, che a più livelli, interagiscono tra di loro, contribuendo  a creare una disfunzione e soprattutto il suo mantenimento immodificato nel tempo.

 

Tra le disfunzioni sessuali maschili abbiamo:

  1. Disturbi eiaculatori: eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, anorgasmia.
  2. Deficit erettivo
  3. Disordini della fase orgasmica.
  4. Disturbi del desiderio

 

Tra le disfunzioni sessuali femminili invece:

  1. Disturbi del desiderio : desiderio sessuale ipoattivo, disturbo da avversione sessuale.
  2. Disturbi dell’eccitazione
  3. Disturbi dell’orgasmo.
  4. Disturbi da dolore sessuale: dispareunia , vaginismo.

 

Per ogni disfunzione sessuale, dobbiamo poi sempre analizzare:  i fattori predisponenti, fattori precipitanti ed i fattori mantenenti , più la “storia del disturbo”, elementi determinanti per un corretto inquadramento diagnostico.

 

Con questo articolo desidero approfondire la DAS, ossia il "diturbo da avversione sessuale".

Questa condizione clinica è caratterizzata da una persistente avversione verso il partner e spesso  verso i suoi genitali, avversione che sfocia poi in un totale evitamento e soprattutto nell’assoluta incapacità nel provare piacere.

I criteri diagnostici del DSM V per il disturbo da avversione sessuale sono:

  1. persistente o ricorrente avversione verso la sfera intima ed evitamento di tutti i contatti genitali con un partner sessuale.
  2. questa problematica causa notevole disagio relazionale ed interpersonale.
  3. la disfunzione sessuale non è meglio attribuibile ad un altro disturbo in Asse 1

 

Il paziente con questa problematica non ricerca l’intimità, né la riceve, ma palesa sin da subito un’avversione, disgusto e paura per tutto quello che concerne un possibile scambio corporeo.

Il denominatore comune è sicuramente un atteggiamento fobico nei confronti di tutto quello che, anche se per gradi, può portare al coito.

 

La fobia può avere svariate manifestazioni e livelli di gravità:

Può manifestarsi infatti con l’evitamento del rapporto sessuale, con l’evitamento di alcune pratiche, vissute per il paziente come troppo destabilizzanti (incontro con le mucose, odori, liquidi corporei…), fino ad arrivare alla fobia vera e propria nei confronti della visione dei genitali del partner, con sensazioni correlate di nausea, tremori e talvolta vomito. (Toronchuk, Elis, 2007)

 

In alcuni casi, i pazienti riferiscono una sintomatologia simile all’attacco di panico.

 

L’unico scopo del paziente è quello di ridurre l’ansia, l’ansia da visione, da contatto, da intimità, praticamente da “mondo dell’altro”; per effettuare tutto questo, l’unica strategia è la fuga.

In realtà, tra la fobia/l’atteggiamento fobico e l’avversione sessuale, vi sono dei punti in comune, ma altri differenti.  La fobia è caratterizzata dall’evitamento dello stimolo ansiogeno e da dinamiche di fuga, mentre l’avversione sessuale è caratterizzata da un sentimento di disgusto, di repulsione e di marcata ripugnanza nei confronti dell’intimità e di tutto quello che comporta.

 

Il disturbo da avversione sessuale (DAS), è una sindrome molto diffusa, ma dalla difficile disamina, soprattutto non quantizzazione in termini numerici, proprio perché chi ne soffre, evita di affrontare la problematica e soprattutto evita di andare in consultazione; sono spesso i partner, delusi ed ancora innamorati, che ci consultano per delucidazioni e possibili protocolli di cura.

 

Etiologia

Janata e Kingsberg (2005), sono due autori che si sono molto occupati di questa dolorosa ed invalidante problematica sessuale.

I pazienti, secondo gli autori, potrebbero avere associato lo stimolo sessuale ad uno stimolo doloroso e quindi tenderebbero ad evitarlo accuratamente; questa avversione, soprattutto quando è secondaria, può essere correlata ad una pregressa condizione di abuso sessuale, non adeguatamente elaborato o a rapporti di coppia ambivalenti  e conflittuali.

Secondo il modello psicoanalitico, l’ansia correlata alla sfera della sessualità dipende da conflitti edipici irrisolti o da orientamento sessuale confuso, che con la loro presenza a livello inconscio, impediscono ogni possibile forma di intimità.

 

Altre possibili cause che contribuiscono all’insorgenza della patologia: 

  1. Esperienze sessuali traumatiche, non adeguatamente elaborate, come l’abuso sessuale o fisico e l’interruzione volontaria di gravidanza.
  2. Educazione familiare troppo rigida, eccessivamente religiosa  e sessuofobica, con false credenze e convinzioni che rendono difficoltoso, se non impossibile, il rapporto con il proprio corpo, con la propria sessualità e con l’intimità in generale.
  3. Informazioni sessuali inadeguate e/o false, aspettative inadeguate riguardo il rapporto sessuale e l’intimità in generale.
  4. Paura di una possibile  gravidanza.
  5. Depressione

 

Cura

Il protocollo terapeutico si stabilisce, di concerto con il paziente, in funzione dell’etiologia del disturbo, della richiesta del paziente/coppia e della gravità della problematica.

I possibili protocolli terapeutici sono:

1- Alfabetizzazione emozionale e sessuale:

Insegnare alla paziente ed alla coppia, la conoscenza dell'anatomia sessuale e del ciclo della risposta sessuale. Questo processo porta ad un miglioramento della consapevolezza del proprio corpo e dei vissuti ad esso correlati ed  alla comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale.

2- Psicoterapia individuale:

Esposizione graduata allo stimolo fobico, con la successiva elaborazione in seduta dell' accaduto. Analisi delle resistenze correlate alla sessualità (da stabilire in funzione della formazione del terapeuta). 
Un lavoro finalizzato ad intervenire sui condizionamenti socio-culturali ricevuti, sui pensieri e sulle credenze (convinzioni spesso inadeguate e disfunzionali) circa la sessualità e il contatto corporeo, elaborazione dei traumi subiti, al fine di attivare un possibile cambiamento.

 

L’obiettivo è quello di sanare la scissione tra mente e corpo, nella sessualità.

 

Nel caso in cui le cause siano da imputare  a problemi di coppia, è indicata una terapia di coppia, terapia che lavorerà su coppia, intimità, sessualità e tantissimi altri ambiti coppia/correlati.

In seduta si lavora spesso sull’ansia, cattiva compagnia in ambito sessuale.

La Kaplan (1988) sostiene che i “livelli di ansia sessuale” sono svariati, da quelli profondi a quelli più superficiali, tutti di uguale importanza, sia per quel che riguarda l’aspetto diagnostico, che successivamente terapeutico.

 

Bibliografia

  1. American Psychiatric Associazion Diagnostic and statistical manual of mental disorders.
  2. “Le disfunzioni sessuali maschili ed il modello integrato nel contesto pubblico”, dalla teoria alla pratica. Simonelli Franco Angeli 2013
  3. “Come curare le fobie sessuali” Kaplan versione italiana Bompiani Milano 1989
  4. “I codici del piacere”- Austoni, Zatti Franco Angeli, collana di psico-sessuologia
  5. La salute sessuale del terzo millennio- Dichiarazione e documento tecnico. FISS- WA (federazione italiana sessuologia scientifica, Word association for sexual health)
  6. “Sessualità: usi e costumi degli italiani sotto le lenzuola" V Randone Kimerik.