La sessualità femminile è un universo complesso e spesso non adeguatamente attenzionato. Con questo articolo tratterò il tema della mancanza dell'orgasmo della donna e del dolore sessuale

La sessualità femminile non corrisponde sempre ad una dimensione di empatia sessuale, di appagamento e soprattutto di salute sessuale.

La sua disamina è spesso difficoltosa ed obbliga ad un percorso diagnostico complesso e sfaccettato di tipo ginecologico e psicologico, con una particolare attenzione alla poliedrica sfera della sessualità della donna, mai avulsa dalla sua coppia. Con questo articolo tratterò il tema dell’anorgasmia e del dolore coitale, detto dispareunia.

 

L'anorgasmia

Questa dolente e spesso silente disfunzione sessuale femminile, detta "anorgasmia coitale", è caratterizzata dalla difficoltà o impossibilità a raggiungere l' orgasmo da parte della donna, nonostante un' adeguata stimolazione psico/corporea.

L’anorgasmia può correlare con una compromissione della prima fase della risposta sessuale femminile- la fase del desiderio - ed una compromissione della seconda fase della risposta sessuale- la fase dell’eccitazione. Talvolta possono essere integre e presenti le prime due fasi, con un’adeguata lubrificazione vaginale, ma mancare del tutto la risposta orgasmica.

 

Le fasi della risposta sessuale femminile

 La fisiologica risposta sessuale femminile, si può semplicisticamente descrivere nella progressione delle seguenti fasi (non sempre lineari e conseguenziali):

  • Fase del desiderio
    Traduce il livello di desiderio sessuale ed è il presupposto indispensabile perché si esprima la sessualità, fase precedentemente sottovalutata dagli studi di psico-sessuologia, introdotta recentemente soltanto da Basson.
  • Fase dell’eccitazione
    La fase del desiderio può trasformarsi nella fase dell’eccitazione e del piacere sessuale, in risposta ad una stimolazione sessuale, psichica e/o sensoriale, consona alla donna. 
    La fase dell’eccitazione sessuale traduce il concetto di “potenza sessuale” ed in questo senso è equiparabile all’erezione maschile. Biologicamente l’eccitazione si esprime con la vasocongestione e la lubrificazione vaginale, la tumescenza clitoridea e la riduzione della soglia di sensibilità recettoriale genitale.
  • Fase di plateau
    E’ il periodo che intercorre tra il completamento della fase eccitatoria e l’orgasmo. In questa fase si incrementa ulteriormente la vasocongestione genitale e si configura il platform orgasmico.
  • Fase dell’orgasmo
    Biologicamente si esprime con una serie di contrazioni del platform orgasmico, dei muscoli scheletrici che circondano la vagina, del perineo, dell’ano e degli arti inferiori. L’aspetto psicologico è caratterizzato da un’emozione intensa e da una forte sensazione di appagamento psico/fisico.
  • Fase della risoluzione
    A conclusione dell’orgasmo, la donna sperimenta un senso di benessere e di rilassamento, derivato dalla decontrazione muscolare e dell’esaurirsi della tensione accumulata nelle fasi precedenti. Avviene la detumescenza genitale e la morfologia vaginale ed uterina torna nelle condizioni di base.

L'anorgasmia può essere di tipo primario o secondario, a seconda del momento storico in cui è i sorta nella vita della donna.

La forma primaria, che può durare tutta la vita, si osserva nel 5%-10% delle donne, ed è più frequente della forma secondaria o acquisita. 
La paziente, che riferisce di non avere mai raggiunto l’orgasmo, presenta spesso, all’anamnesi, un trauma psico-sessuale. Tuttavia anche patologie organiche pre o peribuberali, possono essere fattori causali di anorgasmia.

La forma secondaria, invece, è solitamente conseguente a traumi fisici/psichici, carenze ormonali, depressione, abuso di sostanze stupefacenti, malattie croniche (es.:diabete) o disordini neurologici (es.: sclerosi multipla) o più frequentemente rapporti di coppia conflittuali o inadeguati.

Anche le disfunzioni della muscolatura del pavimento pelvico, possono determinare anorgasmia. AH Kegel, nel 1952, riportava che il 40% delle donne con anorgasmia giunte alla sua osservazione, avevano una disfunzione del muscolo pubo coccigeo.

 

La terapia dell’anorgasmia, si articola su differenti modalità d’approccio: colloqui di counsellig psicologico ed educazione emozionale e sessuale, psicoterapia, terapia di coppia, terapia psico-sessuologica integrata.

Talvolta diventa indispensabile trattare le eventuali patologie che determinano l’anorgasmia (es.: abuso di droghe, sindromi depressive, disturbi dell’umore), effettuare una riabilitazione psico-sessuologica del pavimento pelvico, attuare un intervento psico-sessuologico di sostegno nell’ambito della coppia e, mediante una psicoterapia, effettuare il trattamento dell’ansia e delle condizioni ansiogene, compresa quella da prestazione sessuale femmminile.

Masters e Johnson, e successivamente la Kaplan, hanno proposto per il trattamento dell’anorgasmia, una approccio basato su “esercizi focalizzati sulle sensazioni”, associato ad un lavoro sulle resistenze psicologiche e sulle defezioni della coppia.

A tutt’oggi non esiste in clinica un approccio combinato: farmacoterapia e psicoterapia, perché nessun farmaco per la risposta orgasmica femminile sembra avere funzionato.

 

La dispareunia

La dispareunia, insieme al vaginismo, si inquadra tra le disfunzioni sessuali associate alla dimensione di "dolore".
La dispareunia può verificarsi sia negli uomini che nelle donne, è caratterizzata da un dolore genitale persistente, che si manifesta in associazione al coito o subito dopo, rendendo spesso il rapporto sessuale difficoltoso e talvolta impossibile.

 

Quali cause?

La dispareunia riconoscere una patogenesi psicogena, organica o una combinazione delle due.

La dispareunia a patogenesi organica può essere un epifenomeno di una patologia ginecologica o urologica, quali le infezioni vaginali, la vestibolite, le vaginiti secondarie ad incontinenza urinaria (patologia frequente e spesso sottovalutata).

La dispareunia può anche essere espressione di un disturbo biologico della fase eccitatoria. La riduzione del flusso ematico alla vagina, determina una compromissione della vasocongestione vaginale, con conseguente riduzione del trasudato e quindi della lubrificazione.

Anche la caduta del livello degli estrogeni, condizione che caratterizza la menopausa (fisiologica, chirurgica o iatrogena), determina atrofia ed assottigliamento della mucosa vaginale, oltre ad una ridotta capacità di vasocongestione, con conseguente riduzione della lubrificazione.

Per la donna che soffre di questa sgradevole disfunzione sessuale, l’intimità può diventare un momento di fastidio o di atroce sofferenza, tanto da portare al calo del desiderio ed al rifiuto del rapporto, come strategie difensive della psiche.

Al fine di un’adeguato inquadramento diagnostico di questo disturbo sessuale, diventa obbligatorio raccogliere un’anamnesi accurata e completa, mirata a valutare la cronologia (storia del sintomo) e le modalità d’insorgenza del disturbo, l’impatto del problema sulla paziente e sul partner e le eventuali terapie pregresse o in itinere.

La paziente dovrà rivolgersi al suo ginecologo, considerandolo il primo referente per la salute sessuale della donna.

Altre cause di dolore alla stimolazione dei genitali esterni, possono essere la vulvite cronica, la vestibulite, l’irritazione e l’ipersensibilità del clitoride.

Il dolore all’introduzione del pene, può essere causato da un anello imenale rigido, da tessuto cicatriziale post-episiotomia e dalle vaginiti settiche.

Una causa comune di dispareunia - di cui la donna e spesso inconsapevole - è la frizione meccanica che si determina a seguito di un’inadeguata eccitazione sessuale.

Quest’eventualità, che deve essere comunque fatta emergere dal colloquio con la donna, richiede un counselling psico-sessuologico, finalizzato alla disamina delle problematiche di coppia ed al raggiungimento della fase eccitatoria e quindi della lubrificazione vaginale.

L’atrofia vaginale da ipoestrogenismo (allattamento, menopausa), può essere causa di dispareunia, così come l' eccessivo investimento emozionale da parte della donna nel rapporto fusionale con il bambino da accudire, lasciando poco spazio al coniuge.

Quando la dispareunia insorge durante la penetrazione vaginale profonda, può dipendere da una vagina congenitamente corta o da un suo inadeguato allungamento in fase dell’eccitazione.

Vanno sempre considerate le malattia infiammatorie pelviche, l’endometriosi, l’utero retroverso , le masse pelviche, l’utero fibromatoso o con adenomiosi, la colite in tutte le sue espressioni, il rilassamento pelvico.

La diagnosi di dolore sessuale deve essere sempre effettuata in maniera poliedrica, analizzando psiche/soma e coppia.

Un’altra causa di dolore sessuale, è rappresentata dalla vestibolite vulvare, patologia ad eziologia sconosciuta.

Quando il dolore compare durante l’orgasmo, tale sintomatologia può dipendere dalle contrazioni uterine particolarmente energiche o dalla contrazione della muscolatura liscia genitale, in presenza di un focus flogistico.

Come possiamo vedere le cause del dolore sono veramente tante; il dolore inoltre, qualunque etiologia esso abbia, si ripercuote sulla qualità di vita della donna e della coppia.

Una scrupolosa diagnosi clinica può quantizzare ed investigare gli "aspetti ansiogeni" sempre presenti nel disagio psico/sessuale, comprendendo inoltre se sono "causa o effetto" della disfunzione.

 

Un questionario che viene spesso adoperato in clinica durante le prime valutazioni è il Female Sexual Function Index (FSFI).

Questo è un breve questionario progettato per misurare il funzionamento sessuale nelle donne con un focus specifico sull’ eccitazione sessuale, sull’orgasmo, sulla dimensione della soddisfazione e sulla complessa sfera del dolore coitale.

Il questionario ha dimostrato di avere alta affidabilità e validità psicometrica, che unitamente alla clinica ci consente di effettuare una diagnosi completa. 


Sebbene il FSFI può essere molto utile per valutare alcuni punti chiave della disfunzione sessuale femminile, esso non deve essere utilizzato come sostituzione di una valutazione completa della funzione sessuale che include anche una visita medica ed una completa e scrupolosa anamnesi psicologica della donna.

 

Conclusioni

Oggi senza dubbio possiamo affermare che le DSF (disfunzioni sessuali femminili), così come il DE (deficit erettivo), riconoscono etiologie psico-sessuologiche e biologiche, quindi il loro approccio diagnostico e terapeutico non può essere che multidisciplinare.

Un' attenzione alla salute sessuale delle donne e il primo passo per restituire loro il desiderio di amare ancora, per coppie longeve e famiglie unite.

 

 

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