Considerazioni in tema di vita di coppia: gioie, dolori, piccole e grandi crisi. E se "l'amore non basta"?

La coppia ed il suo ciclo evolutivo

"L'uomo è un animale sociale": nelle parole di Seneca trova espressione un bisogno connaturato a tutti gli esseri umani, ovvero il contatto, lo scambio e la vita in comune con altri uomini e donne, in una rete di rapporti che rende la vita più complessa e più ricca.

Le coppie, come molte aggregazioni sociali, nascono, crescono (ed a volte muoiono) in un ciclo evolutivo che, diverso di coppia in coppia, può incontrare diversi ostacoli o procedere spedito.

Dall'incontro dei due futuri partner nasce il germe di un rapporto che può andare incontro ad un percorso, ora lineare, ora più tortuoso, che in molti casi conduce alla formazione di una famiglia.

Già questo primo passaggio richiede una puntualizzazione. Secondo la Giurisprudenza del nostro Paese, l'art. 29 della Costituzione afferma che:

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio"

Da un punto di vista psicologico, la famiglia è un concetto più complesso. Il matrimonio, come atto fondante il nucleo familiare, non è una condizione necessaria a strutturare psicologicamente una famiglia, ed assume un ruolo di secondo piano rispetto a concetti come il senso di appartenenza, la condivisione, la costruzione di un progetto di vita esclusivo e comune.

Inoltre, la formazione di una coppia, nella nostra cultura, è carica di significati, valori ed aspettative che coinvolgono non solo i due "attori principali", ma che, con declinazioni diverse a seconda della cultura locale, mettono in movimento la rete delle famiglie d'origine, degli amici, dei parenti più o meno prossimi.

La nascita di una nuova famiglia: legami e legacci

Uno dei nodi che frequentemente rappresenta un motivo di conflitto per le giovani famiglie è il rapporto con le rispettive famiglie d'origine.

Suoceri e suocere "invadenti", mariti e mogli ancora troppo "figli", difficoltà nel ridefinire il proprio ruolo all'interno del nuovo nucleo familiare possono essere punti critici che, cronicizzandosi, possono accompagnare la coppia per l'intero arco della sua vita.

Il primo compito evolutivo dei partner è proprio quello di "pensarsi come coppia". Questo implica:

  • il distacco dalla famiglia d'origine, inteso non come brusca rottura dei legami affettivi con i propri familiari, ma come delimitazione di un nuovo confine, quello tra la famiglia attuale, con le sue regole, le sue esigenze, i suoi progetti, e quella d'origine, che dovrà rispettare (o imparare a farlo) gli spazi e l'autonomia della nuova famiglia;
  • l'identificazione del/della partner come interlocutore unico per la contrattazione, la discussione, la definizione delle regole della coppia: questo è particolarmente difficile ed importante quando le famiglie d'origine cercano di "dire la loro" in merito a come dovrebbero relazionarsi tra loro i partner, o quando uno dei due cerca il conforto ed il supporto dei suoi familiari nelle sue "battaglie" contro il/la partner;
  • l'accettazione del/della partner come altro da sè: questa difficoltà sorge soprattutto quando si pretende di cambiare l'altro, o si pretende che l'altro cambi per rispondere ai nostri desideri ed alle nostre aspettative. Se è vero che ogni rapporto può essere l'occasione per mettersi alla prova e crescere, in risposta alle richieste che ogni relazione comporta ad ognuno dei partner, è pur vero che, alla base della sofferenza di molte persone c'è l'idea irrazionale "Se mi amasse veramente, cambierebbe per me", oppure "Grazie al mio amore, lui/lei cambierà";
  • l'apprendimento di modalità di comunicazione funzionali: molti conflitti si mantengono in vita grazie a canali di comunicazione interrotti, disfunzionali, aggressivi. Classico è l'esempio di uno dei due partner che tiene il broncio per giorni all'altro per farlo sentire in colpa, o che usa toni aggressivi, ad esempio insultando o deridendo sarcasticamente; o, più semplicemente, la mancata formulazione di richieste esplicite ("Non glielo devo chiedere io, dovrebbe farlo lui/lei spontaneamente!")

"Quando il gioco si fa duro"

Tutte le coppie si confrontano con le problematiche sopra esposte; ogni tema della vita comune, dalla gestione dell'economia alla vita sessuale, dall'educazione di eventuali figli alle scelte professionali, può rappresentare potenzialmente un campo di battaglia, in cui colpire l'altro ed esserne feriti, a volte senza esclusione di colpi.

Tipico è il fenomeno dell'escalation: ad ogni azione di un membro della coppia, corrisponde una reazione dell'altro, che può "alzare la posta" e "colpire un pò più pesante".

Se ciò accade, i conflitti tendono a radicalizzarsi, ed i problemi a diventare cronici: per mesi, o addirittura per anni, la coppia si carica di un fardello che pesa sulla sua capacità di crescere e lasciarsi alle spalle le difficoltà.

La principale difficoltà, in questi casi, è rappresentata dalla resistenza di ognuno dei partner ad assumersi la responsabilità della coppia. Questo comporta la disponibilità a rispondere ad alcune domande, che mettono in discussione il "modello della colpa" ("E' colpa sua, perchè..."):

  • Sto chiedendo al mio partner/alla mia partner di cambiare un suo modo di essere?
  • Se sì, io cosa sono disposto/a a cambiare?
  • Lo/la sto colpevolizzando?
  • Se sì, mi sto attribuendo la responsabilità di aver contribuito a questo stato di cose?
  • In questo momento, siamo "uno accanto all'altro" per risolvere i nostri problemi o "uno di fronte all'altro" per dimostrare chi ha ragione?

Liberarsi dalle trappole e riprendere a camminare insieme

Tutte le coppie percorrono strade accidentate per raggiungere il loro equilibrio. Il conflitto è un'inevitabile corollario dei rapporti umani, e non è di per sè negativo o pericoloso; anzi, può rappresentare un momento di "sana crisi" che aiuti i partner a mettersi in discussione e a fare un passo avanti nella comprensione reciproca e nell'accetazione di sè e dell'altro.

Se questo non accade, ad esempio perchè i partner continuano a rinfacciarsi le reciproche "colpe" o perchè non riescono a discutere tra loro senza coinvolgere altri o senza insultarsi, la consulenza psicologica di coppia può essere un'utile occasione per imparare ad affrontare i problemi in modo costruttivo.

All'interno di un contesto "protetto", con regole chiare e condivise, si può apprendere a vedere le cose da un punto di vista diverso, accettando di mettere in discussione la propria visione e cercando insieme di definire, affrontare e risolvere i problemi.

E' però necessario che entrambi i partner siano accomunati dal desiderio di "far qualcosa" per risolvere le loro difficoltà. Se ciò non dovesse verificarsi, l'intervento si strutturerebbe secondo altre modalità tecniche (ad esempio, gli "interventi indiretti") e sarebbe caratterizzato da altre procedure ed altre logiche.

Testi consigliati

A. T. Beck, (1990), "L'amore non basta. Come risolvere i problemi di coppia con la terapia cognitiva", Astrolabio Editore