Il termine "stress" è correntemente usato per indicare situazioni molto diverse: per combatterlo è importante capire da dove nasce e chiedere aiuto se non si riesce a superarlo.

Cos’è lo “stress”?

Il termine “stress” è correntemente utilizzato per connotare situazioni di vario genere: può riferirsi a periodi più o meno estesi in cui si vive uno stato di tensione, ma anche allo sviluppo di sintomi riconducibili a disturbi psicologici (come l’ansia) che devono essere opportunamente diagnosticati e trattati per evitare che peggiorino e che portino ad un deterioramento cronico della qualità della vita.

Questo termine è quindi utilizzato per riferirsi a condizioni molto diverse perché si tratta di un vocabolo socialmente accettato e privo di stigmi, cosicché quasi tutti prima o poi affermano di essere stressati per comunicare agli altri che si sentono tesi, fuori forma, colpiti da sintomi di vario genere a causa della vita che stanno conducendo.

Tecnicamente lo stress è la risposta individuale agli “stressor”, cioè a stimoli di varia natura (fisica, psicologica e sociale) in un contesto che implica un cambiamento e richiede un riadattamento.

Si distinguono inoltre “distress” (patologico) ed ’”eustress” (fisiologico), perché un individuo sano e capace di reagire ai cambiamenti e alle richieste dell’ambiente esterno esperisce fisiologicamente una quota di stress che lo sostiene nella ricerca del ripristino di un equilibrio.

Sentirsi e dirsi “stressati” insomma può voler dire tutto e niente, ed è importante fermarsi ad analizzare la situazione per capire qual è il vero problema.

 

La risposta delle persone allo stress

La persona “stressata” si sente tipicamente tesa e nervosa, può soffrire di disturbi di vario genere (ad es. insonnia, mal di testa, gastrite e reflusso, mal di schiena) e spesso vede peggiorare disturbi preesistenti (ad es. allergie o dolori muscolari, ma anche patologie più gravi).

La strategia di molti in risposta allo stress è aspettare che passi da sè o cercare delle soluzioni come il ricorso a trattamenti sintomatici di varia natura, che però agiscono solo sugli effetti e non sulle cause dello stress (fra i quali è piuttosto frequente il ricorso a sostanze come alcool e droghe nell’illusione di ottenere il rilassamento tanto desiderato, scelta che in realtà porta spesso ad un peggioramento della situazione).

Anche il ricorso a farmaci al di fuori della prescrizione medica non è infrequente, benché le medicine più utilizzate (come gli ansiolitici) richiedano sempre indicazioni e supervisione da parte del medico curante e riportino solitamente nel foglietto illustrativo l’indicazione del numero massimo di settimane di utilizzo per evitare che si instauri una dipendenza.

 

Come reagire allo stress

Quando ci si sente “stressati” è necessario analizzare la situazione e cercare di intervenire in maniera costruttiva.

Per prima cosa occorre fermarsi e chiedersi da dove deriva il malessere:

• è accaduto qualche fatto spiacevole, che ha suscitato in noi rabbia e/o delusione?

• stiamo affrontando un periodo di cambiamenti, o ci attendiamo che qualcosa cambi prossimamente nella nostra vita?

IL CAMBIAMENTO E’ SEMPRE FONTE DI STRESS anche quando è positivo (matrimonio, nascita di un figlio, trasloco, nuovo lavoro, termine degli studi), perché richiede alle persone di adattarsi ad una nuova situazione

• sono cambiate le condizioni di lavoro? (maggiore carico lavorativo, spostamento di ufficio, rischio di licenziamento)

• siamo in lite con il partner per qualche motivo, o il livello di conflitto preesistente sta aumentando? 

Una volta individuate le cause occorre analizzare la situazione e riflettere su cosa ci sta infastidendo e su cosa ci è possibile modificare per stare meglio, oltre che su eventuali misure generalmente utili ad abbassare il livello di stress (come l’individuazione di un momento nella giornata da dedicare a sé stessi).

 

Quando rivolgersi allo psicologo

A volte le cause del malessere non sono così chiare, o che la situazione oggettiva non appare così disturbante da generare il livello di stress che si sta vivendo.

In questo caso è possibile che le vere cause della tensione siano altre, e l’aiuto di uno psicologo è utile ed opportuno per aiutare la persona a venire a capo del problema.

 In alcuni casi quello che viene sbrigativamente liquidato come “stress” è infatti effetto di un disturbo d’ansia, che può causare i sintomi sia fisici sia psicologici esperiti da chi si sente stressato (agitazione, sensazione di non avere tempo per tutto, sonno disturbato, difficoltà digestive, contratture muscolari ecc.), o di altre tipologie di disagio psicologico.

 

L’intervento dello psicologo diventa in questo caso fondamentale per 2 motivi:

un disturbo non diagnosticato può peggiorare per anni prima che si inizi la cura, se non è riconosciuto come tale. Lo “stress”, considerato come segno di un disagio passeggero, può dipendere da altre cause che devono essere diagnosticate ed opportunamente trattate;

-  la persona può ricorrere ad autoterapia mediante farmaci o altre sostanze senza rendersi conto che la soluzione risiede in un percorso psicologico, allontanando la ricerca della soluzione più opportuna;

Lo psicologo affianca la persona nell’analisi della situazione, la aiuta a comprendere meglio cosa sta succedendo e a trovare delle soluzioni.

Il primo passo è quello della diagnosi: l’utilizzo di test psicologici può essere molto utile per distinguere un disagio passeggero da un vero e proprio disturbo, e assieme al colloquio permette un’analisi oggettiva del problema.

Una volta valutate le cause e la storia del problema lo psicologo può proporre un percorso di consulenza/sostegno e utilizzare tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno, che permettono il recupero della calma e la gestione dei momenti critici anche nella vita quotidiana, al di fuori delle sedute.

Se dalla valutazione del caso emerge la presenza di un vero e proprio disturbo psicologico la persona può essere seguita da uno psicologo psicoterapeuta per intraprendere un percorso di psicoterapia del disturbo evidenziato.

 

In conclusione, lo stress è una reazione estremamente soggettiva: persone diverse reagiscono allo stesso stimolo in maniera differente, e quello che causa stress in alcuni può non provocare conseguenze ad altri.

Anche per questo motivo è necessario che le singole situazioni siano prese in esame senza che apporre genericamente l’etichetta “stress” allontani il momento dell’intervento e della ricerca di soluzioni utili e durature.