In questo articolo viene presentato un metodo di lavoro sui sogni utilizzato in psicoterapia integrata e simile ad altre forme di psicoterapia contemporanee

Introduzione

Di seguito viene esposto un'esempio di lavoro sui sogni utilizzato in alcuni approcci psicoterapeutici e vengono fornite alcune semplici indicazioni teoriche per comprenderne il senso e gli obiettivi

La psicologia non si è sempre occupata di sogni, questa è stata una materia legata a correnti mistiche e spirituali di vari ambiti, trovando collocazioni più o meno religiose in contesti storici e culturali di ogni genere. Del resto tutti gli esseri umani sognano, per cui tutte le culture si sono dovute confrontare con questo ovvio dato di fatto.

La sola constatazione che esiste un fenomeno umano, un fatto, non vuol dire che questo abbia un senso. Che nasconda un messaggio o sia utile a qualcosa. In questo gli psicologi si dividono in due grandi correnti di pensiero. Non esiste una prova scientifica definitiva che toglie o conferisce un senso a ciò che sognamo.

Da un lato coloro i quali ritengono che l'attività onirica non abbia un significato profondo, importante o di altro genere. Che sia in sostanza il riflesso o il risultato di un'attività cerebrale durante il sonno e che i sogni non siano utilizzabili in ambito psicoterapeutico.

Dall'altro lato si ritiene che i sogni siano importanti, abbiano un senso e siano utilizzabili in ambito psicoterapeutico come qualsiasi altra cosa. In alcuni casi si ritiene che i sogni siano addirittura il materiale più importante della terapia ed altri invece li ritengono importanti quanto le fantasie.

Queste polemiche esistono da molti anni, in psicologia hanno sicuramente fatto il loro ingresso con Sigmund Freud ed il famoso testo "l'interpretazione dei sogni".  Tutt'oggi pietra miliare della Psicanalisi e di tutta la Psicologia Dinamica e di tutte quelle branche della psicologia che si occupano anche dei sogni.

In Psicoterapia Integrata, una corrente del pensiero psicologico e psicoterapeutico relativamente giovane, i sogni vengono utilizzati anche se non occupano necessariamente un posto di rilievo nel corso di una terapia. In questa branca della psicoterapia la teoria Freudiana dei sogni è tenuta in gran considerazione (si veda l'eloquente minforma di Giselle Ferretti pubblicato su questo sito: "l'interpretazione dei sogni"), ciò in cui si tende a differire è nella modalità di lavoro sui sogni. In questo caso è presa come riferimento la Terapia della Gestalt di Frederick Perls. Anche se ovviamente vi sono influenze provenienti da molti altri orientamenti teorici quali, per essempio, lo Psicodramma nel lavoro di gruppo.

 

Cenni teorici

Molti dei sogni che vengono ricordati sono accompagnati da uno o più stati d'animo, una o più emozioni. A volte il ricordo del sogno può provocare il ricordo di quelle emozioni, altre volte, invece, le emozioni possono cambiare. Cioè racconto il sogno con uno stato emotivo differente da quello che avevo quando ho sognato. Nel sogno, inoltre, è più facile sperimentare stati emotivi anche per coloro che in stato di veglia sono fortemente controllati o che si sentono emotivamente bloccati. Anche la persona più razionale può ricordare molto bene la paura, il rancore, la gioia o la passione sperimentati in un sogno.

In Psicoterapia Integrata le emozioni hanno un ruolo importante, è' per questo che i sogni sono ritenuti materiale di lavoro clinico. I vari elementi del sogno sono considerati come vari pezzi di un mosaico, frammenti della personalità materializzati in forme, colori e sensazioni che si palesano nel sogno.

Se io sogno una tazzina io sono quella tazzina, se sogno un leopardo io sono quel leopardo. Ovviamente non sono solo un pezzo del mio sogno, ma tutto il sogno nelle sue parti.

Ogni parte del sogno viene concepita come una parte della persona, contenente esperienze percettive, sensoriali ed emotive che vanno integrate nella loro complessità.

 

Modalità di intervento clinico

Uno degli esempi più facili da spiegare del lavoro clinico è anche un tipo di lavoro che generalmente si compie quando il percorso terapeutico ha passato le fasi iniziali.

Una donna sui sessanta sogna di prendere un té nel deserto con una persona che non vede né sente. E' nel deserto, c'è un leopardo e prende un buon té all'aroma di arancia. Davanti a sé manca il suo ospite, ma lei sa che beve un té alla menta e gelsomino.

Una volta raccontato il sogno si chiede alla paziente di impersonare, immedesimarsi, nelle varie parti del sogno. Cioè di sperimentare, fare esperienza diretta di essere quella tazzina, quel té, quel leopardo e persino quell'ospite che non era presenta (chiunque abbia vissuto un lutto sa bene che le assenze possono essere delle ingombranti presenze)

A volte, durante questa rappresentazione che può ricordare un'esperienza di teatro, si può chiedere alla persona di presentare i vari personaggi. Altre volte può essere preferibile il silenzio, lasciando la persona all'esperienza percettiva, sensoriale ed emotiva che vive rappresentando le varie parti del sogno

Quando l'esperienza è importante e ben condotta il paziente riporta spesso aspetti nuovi o differenti del sogno. L'esperimento così svolto in genere consente nuove associazioni e nuovi racconti dell'esperienza, arricchendola di aspetti relazionali ed affettivi che prima erano trascurati

La nostra ipotetica paziente sarebbe potuta entrare in seduta raccontando di aver nuovamente sognato qualcosa che le provoca dolore. Forse un dolore grande, una ferita irrimarginabile che collega a suo padre ed ai loro tanti litigi. Dopo il lavoro come sopra esposto potrebbe raccontare il sogno arricchito del piacere del té al gelsomino ed alla menta, che richiamano ricordi di quando andavano in campagna per l'estate e suo padre gli insegnava ad andare in bicicletta. Della grande solitudine che prova (il leopardo nel deserto) a causa della morte di questo genitore che ha amato ed odiato tanto. Potrebbe raccontare di questa esperienza come una sorta di riconciliazione con quest'uomo per cui ha sofferto molto, ma di cui è giunto il momento di conservare anche i buoni ricordi dicendosi finalmente addio.

 

Obiettivi del lavoro sui sogni

Il primo obiettivo è quello di favorire un'esperienza emotiva che permetta l'integrazione di quegli aspetti di sé che la persona respinge o rifiuta, di pari passo trovare quegli aspetti che invece sono valorizzati e costituiscono risorse importanti (anche gli aspetti considerati negativi dal paziente, in ambito clinico, possono rivelarsi importanti risorse che permettono il cambiamento). Il lavoro svolto come sopra citato (è soltanto uno dei molti modi di lavorare sul sogno) favorisce l'integrazione di quelle esperienze emotive che spesso sono caratterizzate da affetti contrastanti e ambivalenti, favorendo un'esperienza di tali vissuti maggiormente unitaria e completa. Ciò che accade spesso è che dopo il lavoro sul sogno il paziente riporta racconti e descrizioni arricchiti, variegati, talvolta persino differenti sulla stessa cosa che aveva portato ad inizio seduta. In altre parole l'ipotetica paziente passa da un'esperienza caratterizzata da solo dolore per la morte del padre ad un'esperienza arricchita dei suoi aspetti positivi, favorendo così un percorso di cambiamento e riconciliazione.

L'aspetto più importante di questa modalità di lavoro col sogno è l'esperienza emotiva, sensoriale e percettiva che accompagna i vari momenti del lavoro.

 

Esperienzialità al posto dell'interpretazione

Molto spesso gli psicoterapeuti interpretano o muovono i propri interventi clinici sulla base di ipotesi interpretative sul paziente. L'atteggiamento che andrebbe mantenuto nel lavoro qui descritto è invece di accompagnamento. Si tende cioè a stare vicino al paziente in una fase di scoperta (o ri-scoperta) di sé stesso. Per cui il racconto del paziente, dopo il lavoro svolto, può essere ben diverso da quello che si potrebbe aspettare anche il terapeuta più bravo. In altre parole l'esperienza del paziente viene messa al centro dell'attenzione del lavoro clinico tentando di ridurre il più possibile l'intervento del professionista.

Una metafora esplicativa potrebbe essere quella del paziente come giocatore e del terapeuta come arbitro che conosce le regole del gioco. Un arbitraggio troppo ingombrante potrebbe spezzare il gioco ed impedire ai giocatori di emergere con le loro doti e particolarità. Un'arbitraggio troppo blando e lassista impedisce al giocatore di concentrare la sua attenzione su ciò che sta facendo, favorendone le distrazioni. Di pari passo il clinico dovrebbe stare sufficientemente vicino al paziente da accompagnarlo nella sua esperienza emotiva e sufficientemente lontano da non interferire con essa.

 

Riflessioni conclusive

In Psicoterapia Integrata (ed in molte forme di terapia influenzate dal costruttivismo) il sogno non è una strada predeterminata ed interpretabile a priori. E' invece un'esperienza emotiva, sensoriale e percettiva come le altre. In questo sta la sua importanza ed il suo valore.

Non ci si pone il problema della verità neuroscientifica sui sogni, in quanto ciò che conta è che se un paziente viene in seduta portando un sogno sta dando un significato più o meno esplicito a tale esperienza e pertanto merita attenzione. Il fatto di conferire importanza ad una cosa fa si che quella cosa abbia importanza, cioè diventi un simbolo. Per questo con alcuni pazienti si lavora molto su fantasie e sogni e con altri invece si rimane su un piano fortemente razionale. Perchè alcune persone danno importanza alla propria razionalità ed altre alla propria parte più creativa, spirituale, artistica.

Non è compito del terapeuta integrato decidere ciò a cui il paziente deve dare importanza. Ha importanza e significato ciò a cui il paziente da importanza e significato, in questo senso un sogno può essere importante e ricco di significati.

 

Bibliografia

  • Greenberg L, Paivio SC. Lavorare con le emozioni in psicoterapia integrata, sovera edizioni, 2000
  • Perls F. La terapia gestaltica parola per parola, Astrolabio Ubaldini, 1980
  • Zinker J. Processi Creativi in Psicoterapia della Gestalt, Franco Angeli, 2002
  • Freud S. L'interpretazione dei sogni, Giunti Editore
  • Henri F. Ellenberger: La scoperta dell'inconscio, Vol. I-II, Bollati Boringhieri, 1976