Analizziamo le possibilità di guarigione con la terapia familiare

Un "perchè" della Terapia Familiare: il sintomo come Scudo araldico della famiglia.

scudo araldico familiare del sintomo ansioso

Non è un segreto o una clamorosa notizia scientifica considerare il sintomo ansioso come campanello d'allarme o come spia di segnalazione di un mal funzionamento dell'intero sistema.

Il portatore del sintomo, spesso la persona più fragile o sensibile, manifesta un disagio nella sfera dei disturbi d'ansia all'improvviso, apparentemente senza alcuna ragione, in maniera subdola e inaspettata creando una forte perturbazione nella vita della persona. Ma se la persona, portatrice del disturbo, può essere considerata l'epicentro di un terremoto, la famiglia rappresenta la totalità del territorio circostante, dove le scosse si fanno più forti vicino all'origine e man mano più deboli raggiungendo anche le zone più periferiche. Tutti lo sentono, tutti lo vivono chi più chi meno internamente, ne sono coinvolti, lo sanno, ma "uno" soltanto è il malato, uno solo ha il problema.

Colui che si fa scudo inconsapevole della famiglia, colui che sfoggia i colori più cupi, è lo stesso che mostra la fragilità del sistema e sbandieratore araldico della malattia, del sintomo.

Colui è definito dalla letteratura sistemica come il "paziente designato".

Il processo omeostatico familiare sceglie in dis-equilibrio un figlio, una moglie, un familiare per mostrare il disagio del sistema. La famiglia si adatta indica "chi" si è ammalato come problema, dapprima addita la persona quasi per prendere distanza da quella che considerano patologia; poi si preoccupa, poi vedendo guarire la persona può, in seconda istanza, farsi carico del sintomo stesso, assumendo un’altra identità, si fa carico di quell'assurda migrazione ovviamente inconscia, quasi chimica, che il sistema attua per mantenere il suo clima, la sua omeostasi (migrazione del sintomo).

Qualora i membri di una famiglia assistano ad una comparsa di sintomi, disagi compromettenti, che impunemente colpiscano e invalidino uno di loro, come per esempio un Attacco di panico (DPA) o un qualsiasi disturbo d'ansia, deve rivolgersi ad un professionista, cercando , per quanto sia possibile il coinvolgimento dell'intero nucleo.

Curare l'ansia con tutta la famiglia significa creare una grande opportunità alla famiglia stessa e a colui che ha manifestato per gli altri il sintomo. Le risorse del sistema possono favorire la guarigione.
Eventuali resistenze, migrazioni del disagio o ricadute brusche sul paziente designato, non devono scoraggiare le parti in gioco. La terapia è il gioco, è il mezzo per rinarrare quella storia, è il campo per diversificare i punti di vista.

Una nuova, ma stessa alchimia familiare, garantirà il proseguo della vita di quella compagine, di quel determinato sistema, che ha avuto, grazie al sintomo, la possibilità di cambiare….guarendo.