La cellulite: la vera "nemica" delle donne. Scopriamo come si forma, quali sono gli accorgimenti per prevenirla, e come curarla.

La panniculopatia edemato-fibrosclerotica, certamente più conosciuta con il termine di cellulite, è sicuramente la nemica numero uno delle donne.

Circa 24 milioni di donne solo in Italia sono interessate da questo problema che colpisce tutte le fasce d’età, non risparmiando anche donne giovanissime; essa coesiste ed è accentuata dal sovrappeso, ma si presenta anche in donne normopeso.

I fattori predisponenti e scatenanti il processo cellulitico, sono primari come la razza (la cellulite predilige le donne di razza bianca, della tipologia mediterranea), e fattori di tipo genetico- costituzionale, sui quali non si può intervenire.

Ma sono altrettanto importanti una serie di altri cofattori come:

  • alterazioni ormonali: iperestrogenismo (pubertà, gravidanza, contraccezione).
  • Malattie endocrine, alterazioni vascolari e insufficienza circolatoria degli arti inferiori.
  • Alterazioni ormonali e vascolari spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, irregolarità della funzione intestinale, alimentazione non corretta o bilanciata.

Queste, variamente combinate tra loro, sono le cause che interferiscono negativamente sul tessuto adiposo e sul microcircolo.
In questi casi si arriva alla rottura delle cellule adipose, il connettivo si sclerotizza, si formano micronoduli e compare la cosidetta “buccia d’arancia” con spesso dolore al tatto.

La persistenza nel tempo di queste alterazioni produce una reazione infiammatoria del tessuto adiposo con lipodistrofia e liposclerosi.

Per combattere la cellulite risulta fondamentale associare un regime alimentare adeguato e un programma di attività fisica regolare. E’ fondamentale una corretta educazione alimentare, sapere cioè quello che si deve mangiare non solo riguardo alla quantità, ma anche riguardo alla qualità, sia per il mantenimento del peso corporeo, se nella norma, sia che si debba perdere peso con una dieta ipocalorica.

Nella cellulite presente nel sovrappeso e nell’obesità, è necessario seguire un adeguato regime ipocalorico, che consenta una perdita di peso piuttosto lenta, per evitare un depauperamento della massa magra, sapendo che la cellulite si forma con facilità se il tessuto sottocutaneo è prevalentemente adiposo a scapito di quello muscolare.

La cellulite risponde meno di altre patologie alla sola dieta, perché nella sua etiopatogenesi troviamo sia squilibri ormonali che difetti circolatori, tuttavia un corretto regime alimentare può aiutare a ridurre il problema o a evitarne l’insorgenza. Ogni anno prima della stagione estiva, ovunque, in televisione, in radio, su molti siti web, su riviste e quotidiani, vengono consigliate, spesso da personaggi dello spettacolo, da giornalisti o da” furbi profeti “ dell’alimentazione, numerose pillole o creme ”magiche” e diete “miracolose” spesso non regolate da basi scientifiche, ma piuttosto da leggi di mercato e di business.

Sicuramente per combattere la cellulite a tavola le raccomandazioni alimentari da seguire rimandano al tradizionale modello alimentare mediterraneo vario e bilanciato, ritenuto oggi in tutto il mondo uno dei più efficaci nella protezione della salute.

Le indicazioni nutrizionali da raccomandare sono un adeguato consumo di frutta e verdura che sono alimenti a basso contenuto calorico ed elevata quantità di fibre, con elevato potere saziante e che attivano la motilità enterica combattendo la stipsi.

I vegetali riducono l’assorbimento dei glucidi e dei lipidi; hanno azione disintossicante; contengono vitamine, sali minerali e numerose sostanze ad azione antiossidante come ad esempio i bioflavonoidi (contenuti nei frutti come agrumi, albicocche, frutti di bosco, prugne e pesche), che rinforzano i vasi capillari riducendone la permeabilità.

Studi molto recenti pongono l’attenzione sull’importanza di una dieta cosidetta deacidificante, che contrasti cioè il processo infiammatorio innescato dagli adipociti a cui segue una acidificazione dei tessuti. Questa dieta si basa sul consumo di alimenti alcalini come appunto verdura, frutta e legumi che aumentano il ph dei cibi e diminuiscono lo stato infiammatorio del tessuto coinvolto, rispetto al consumo di carni, carboidrati complessi e dolci.

Esistono anche altri modelli di diete per ridurre la cellulite e le adiposità localizzate, le cosiddette diete proteiche VLC (very low carbohydrate) nelle quali vengono quasi totalmente aboliti i carboidrati anche complessi. Questi schemi alimentari vanno seguiti sotto stretto controllo medico e per tempi brevi perché possono indurre stati di carenza nutrizionale.

Altre raccomandazioni di carattere generale utili per migliorare l’alimentazione e la cellulite sono la regolarità nei pasti, almeno tre giornalieri, privilegiando la prima colazione e il pranzo, con una cena più leggera. Evitare il consumo di grassi di origine animale, ricchi di grassi saturi, come carni, formaggi, salumi e uova; preferire le proteine vegetali come quelle dei legumi; consumare i cereali come pane, pasta, riso, patate in quantità moderata perché se consumati in eccesso vengono convertiti in grassi, e preferibilmente alla prima colazione e al pranzo.

Nella scelta degli alimenti da consumare nella dieta anticellulite bisogna prestare particolare attenzione a quelli che possono produrre edemi e ristagno di liquidi.

La prima regola da seguire come terapia e prevenzione della ritenzione idrica è quella di limitare l’assunzione di sodio, sostanza che il nostro organismo principalmente assume come cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Esso è contenuto anche in molti altri prodotti, come cibi in scatola, salumi e insaccati, formaggi particolarmente quelli stagionati, grissini, crakers, conserve, dadi da brodo.

E’ utile prestare attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti, perché spesso troviamo fra gli ingredienti il sale anche sotto forma di altri composti come fosfato monosodico, bicarbonato o glutammato di sodio. Il sodio trattiene l’acqua all’interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra cellula ed esterno; non dovremmo superare il consumo giornaliero di 6-7 grammi di sodio. Per insaporire i cibi si possono usare peperoncino, erbette come prezzemolo, timo, lauro, aglio, cipolla e aromi da cucina.

E’ molto importante consumare uno-due litri di acqua al giorno di tipo oligominerale (residuo fisso < 500mg/l e con una quantità di sodio <20mg/l per facilitare l’eliminazione di scorie metaboliche, per la regolazione del volume cellulare e l’equilibrio idro-elettrolitico.

Le bevande alcooliche e superalcooliche sono da evitare eccetto un consumo moderato di vino, uno-due bicchieri al giorno, preferibilmente rosso, ricco di sostanze come il resveratrolo con azione protettiva e antiossidante. Meglio evitare un eccessivo consumo di caffè, limitarsi a due-tre tazzine al giorno; e l’uso di bevande dolcificate o gassate, preferendo thè verde e tisane. Infine uno stile di vita attivo rientra tra le raccomandazioni da rivolgere a tutte le donne, indipendentemente dall’età.

Un esercizio fisico regolare con attività di lunga durata come camminata veloce, ciclismo, step, nuoto, svolto per almeno tre giorni la settimana e per 30-40 minuti al giorno, porta ad un miglioramento generale delle capacità cardiocircolatorie e respiratorie favorendo la circolazione arteriosa e venosa.

Numerosi trattamenti estetici come massaggi linfodrenanti, trattamenti come la mesoterapia, la carbossiterapia, trattamenti laserchirurgici, chirurgici come la liposuzione ad esempio comportano un diminuzione del grasso e della pannicolopatia relativamente alla zona trattata, ma è necessario che questo cambiamento a livello locale del corpo venga poi supportato e mantenuto con un alimentazione equilibrata e con una adeguata attività fisica.

Le massicce campagne anticellulite che soprattutto a primavera vengono lanciate su tutti i fronti spesso sono accompagnate da pubblicità enfatiche e ingannevoli che promettono la scomparsa in poche settimane di questo problema, con l’uso di prodotti sia per via orale che sotto forma di creme e di emulsioni. In realtà l’importante è che non ci si limiti a curare l’inestetismo, ma si riconoscano tutte le cause del fenomeno e si parta con una serie di trattamenti integrati e soprattutto un adeguato approccio dietetico e uno stile di vita attivo.