L’ipercolesterolemia causa di malattie cardiovascolare

L’ipercolesterolemia, cioè dei valori di colesterolo superiori a 200mg/dl, è un problema di cui soffre circa la metà della popolazione italiana; è caratteristico dei paesi occidentali con gravi conseguenze sull’incidenza delle malattie cardiovascolari.

In Italia si calcola che circa il 44% di tutti i decessi sia dovuto a patologie del sistema cardiocircolatorio, è questo il motivo per cui il colesterolo è diventato, a ragione, nell’immaginario collettivo un vero spauracchio!

L’aumento della colesterolemia tipica dell’adulto, può verificarsi per motivi genetici anche nel bambino(la cosiddetta ipercolesterolemia familiare), con un’incidenza di circa un caso ogni 500 abitanti.

Normali valori di colesterolemia ematica devono essere inferiori a 200 mg/dl; si parla di ipercolesterolemia lieve per valori tra i 200 e 249 mg./dl; moderata tra 250 e 299; grave con valori superiori a 299mg./dl. Il colesterolo è un grasso che svolge diverse funzioni importanti nell’organismo, è indispensabile per la sopravvivenza degli organismi animali e necessario alle nostre funzioni vitali.

E’ il precursore della vitamina D, utile per la salute delle ossa, favorisce la costruzione della parete delle cellule in particolare del sistema nervoso, consente la formazione degli ormoni sessuali; è coinvolto nel processo di digestione con la formazione della bile. Il colesterolo è un lipide scarsamente solubile in acqua, pertanto per essere trasportato nel torrente circolatorio necessita di legarsi a specifiche lipoproteine: lipoproteine a bassa densità o LDL che veicolano il 60-80% del colesterolo sierico che tende ad accumularsi sull’endotelio delle arterie formando aggregati fino a generare delle placche dette ateromi.

Queste placche fanno perdere la naturale elasticità delle arterie e possono causare gravi danni a carico del cuore (infarto) o al cervello (ictus).

Il cosiddetto colesterolo buono è invece rappresentato dalle HDL, lipoproteine ad alta densità che ripuliscono le arterie catturando il colesterolo e trasferendolo ai tessuti, soprattutto al fegato dove viene smaltito. Più alto è il livello di colesterolo HDL, minore sarà il rischio di sviluppare le malattie cardiovascolari e l’aterosclerosi. Schematizzando nel maschio non fumatore(il fumo abbassa il livello di HDL) il colesterolo LDL dovrebbe essere sotto 160mg/dl e l’HDL sopra i 40, nella donna sopra 50 mg/dl.

Negli ultimi anni il ruolo delle HDL è stato rivalutato in maniera importante tanto che oggi si ritiene più significativo il rapporto tra HDL e LDL rispetto al valore del colesterolo totale; un altro parametro detto indice di rischio cardiovascolare mette in relazione il colesterolo totale con le HDL: se tale rapporto è superiore a 5 nell’uomo e 4,5 nella donna, il paziente è considerato a rischio.

Circa l’80% del colesterolo totale è di natura endogena, cioè viene prodotto dall’organismo, soprattutto dal fegato, il 20% proviene dall’alimentazione; quando la produzione endogena è fisiologicamente elevata si parla di ipercolesterolemia familiare. Un’influenza importante nel controllo dei livelli del colesterolo è svolto dall’alimentazione: infatti la correzione dello stile alimentare può rappresentare nelle forme lievi la sola terapia, ma anche nelle forme moderate e gravi una corretta alimentazione deve essere associata alla terapia farmacologica perché ne potenzia l’efficacia.

La dieta mediterranea e il consumo di pochi grassi saturi sono in grado di incidere positivamente sui livelli del colesterolo ematico.

E’ importante privilegiare il consumo di alimenti vegetali, in particolare verdure, due-tre porzioni al giorno di legumi,(soprattutto soia e lupino) due-tre volte la settimana, e di frutta, tutti ricchi di antiossidanti; inoltre la fibra vegetale contenuta nelle verdure e frutta riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo.

Vanno limitati i grassi in generale sia quelli di condimento come burro, lardo e strutto e panna a favore di oli vegetali soprattutto l’olio extra vergine d’oliva ricco di acidi grassi monoinsaturi che abbassano il livello del colesterolo LDL.

Alcuni cibi sono particolarmente ricchi di grassi animali come i formaggi, le uova, gli insaccati il latte e lo yogurt intero, perciò va limitato il loro consumo; la carne deve provenire da tagli magri e va privata del grasso visibile, il pollame deve essere senza pelle. Il pesce invece per la particolare composizione del suo grasso deve essere consumato almeno due-tre volte la settimana, fatta eccezione per i molluschi e crostacei. I metodi di cottura dei cibi devono privilegiare la bollitura, il vapore, le microonde la griglia a scapito di frittura o cotture in padella.

L’alimentazione deve essere completata e supportata da uno stile di vita sano come l’abolizione del fumo che fa abbassare i livelli di colesterolo “buono”; praticare una regolare attività fisica scegliendo sport aerobici come la camminata a passo svelto, il nuoto, il ciclismo, il ballo, il calcio.

E’ importante eliminare il sovrappeso, soprattutto quando la localizzazione del grasso è in sede addominale arrivando a valori di girovita inferiori a 88cm. nella donna e a 103 cm. nell’uomo. Quando l’alimentazione e lo stile di vita non bastano a ridurre i livelli di colesterolo è possibile ricorrere all’aiuto di integratori e di farmaci.

Molti sono i nutraceutici e gli integratori dotati di efficacia e sicurezza tra questi il riso rosso fermentato che contiene una statina naturale e la berberina, un alcaloide vegetale efficace nell’aumentare l’attività dei recettori epatici per le LDL, in pratica accresce la capacità del fegato di catturare e metabolizzare il colesterolo in eccesso.

I fitosteroli, sostanze simili al colesterolo ma di origine vegetale si trovano in natura nella frutta secca, nei legumi e negli oli vegetali; come integratori sono inseriti di solito nello yogurt e nel latte e quindi facilmente assimilabili; diminuiscono l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.

Gli omega3 contenuti nel pesce ,sono una miscela di grassi insaturi che agiscono aumentando il livello delle HDL e abbassano i valori dei trigliceridi. I polifenoli molecole antiossidanti presenti nel mondo vegetale come il resveratrolo che si trova nell’uva e nel vino rosso, le catechine del thè, le quercitine delle cipolle, sono utili nel prevenire l ‘ossidazione delle lipoproteine e quindi nel ridurne l’effetto nocivo.

Il passo successivo nella lotta al colesterolo è il farmaco! La categoria di farmaci più efficace e più studiata attualmente sono le statine, che agiscono riducendo la produzione del colesterolo da parte del fegato; sono in grado di rallentare la formazione delle placche all’interno delle arterie e di ridurre la dimensione di quelle già esistenti; sono molecole sicure se prescritte con la giusta cautela.

Farmaco di più recente introduzione è l’ezetimibe una molecola che inibisce l’assorbimento intestinale del colesterolo, può potenziare l’effetto delle statine o consentire l’uso di dosi inferiori di queste quando il paziente non le tolleri. Sono in fase di studio avanzata alcuni nuovi prodotti che sono anticorpi monoclonali (evolocumab e alirocumab), che si somministrano sottocute, capaci di ridurre in modo significativo il colesterolo LDL e che hanno un ottima tollerabilità.

La ricerca farmacologica non si ferma e altri farmaci con meccanismi d’azione più complessi e riservati alle forme di dislipidemia genetica grave, sono allo studio.