L'importanza dell'alimentazione nell'anziano come prevenzione di malattie e del decadimento funzionale e psicofisico

L 'invecchiamento è un processo complesso che coinvolge l'intero organismo e comporta un declino fisiologico e funzionale, che espone ad un aumentato rischio di eventi avversi per la salute. E' dovuto alle azioni lesive sulle strutture cellulari da parte dei radicali liberi dell'ossigeno prodotti dal normale metabolismo.

Curare il processo d'invecchiamento con farmaci o integratori è un approccio parziale e superficiale, se non utopico: una corretta alimentazione, che assicuri un adeguato apporto di energia e nutrienti, e un adeguato stile di vita con una costante attività fisica, rappresentano i pilastri cardine che possono rallentare il processo di invecchiamento.

Numerose indagini sullo stato nutrizionale effettuate in soggetti in età avanzata, hanno rilevato che spesso l'anziano non si alimenta in maniera adeguata per problemi di varia origine.

Organici: alterazione della capacità digestiva, ridotto assorbimento intestinale, scarsa metabolizzazione dei nutrienti, problemi odontoiatrici, inappetenza; malattie neurologiche che riducono l'autonomia funzionale come il morbo di Alzheimer e di Parkinson.

Problemi sociali, come le scarse risorse economiche e la solitudine; problemi psicologici come la depressione. La prevalenza della malnutrizione calorico-proteica aumenta in funzione dell'età in entrambi i sessi, sopratutto nelle case di riposo o di lungo degenza e nei pazienti ospedalizzati.

L'anziano è particolarmente vulnerabile sopratutto a malnutrizione per carenze proteiche e di micronutrienti. I cosidetti anziani “fragili”, per una spiccata riduzione della massa e della forza muscolare, definita sarcopenia, possono andare incontro a gravi disabilità; spesso si associa un ridotto apporto di calcio con la dieta che può compromettere anche l'integrità dell'osso. Dopo i 30 anni la massa magra del corpo si riduce per perdita di massa muscolare; nel maschio giovane costituisce il 30% del peso corporeo, superando il grasso(20%) e l'osso (10%). A 75 anni i muscoli calano fino al 15%, mentre il grasso raddoppia al 40% e l'osso si riduce all'8%.

In definitiva c'è un incremento della massa grassa a scapito della massa magra; una riduzione della mineralizzazione ossea e riduzione dell'idratazione complessiva.

Questi cambiamenti necessitano di un adeguato supporto alimentare: è necessario l'introito di proteine a più alto valore biologico contenenti aminoacidi essenziali, presenti sia nelle fonti animali che in quelle vegetali, preferendo queste ultime perchè più povere di grassi; l'apporto proteico raccomandato dai LARN è pari a 0,90 g/kg/die che può arrivare fino a 1,5g/kg/die nei soggetti malnutriti o a rischio malnutrizione.

L'anziano è a rischio carenziale di alcuni micronutrienti in particolare vitamine del gruppo B, la vitamina D, il calcio, il magnesio il selenio, per cui è importante favorire il consumo di verdure e frutta fresca; i livelli di acidi grassi essenziali devono rientrare nel fabbisogno minimo. L'apporto dei glucidi deve essere circa il 60% delle calorie complessive con prevalenza marcata dei carboidrati complessi (75%) rispetto ai carboidrati semplici.

L'acqua, nutriente essenziale per l'organismo umano e per il mantenimento di un adeguato equilibrio idrico, deve essere consumata in quantità pari a 2L/die per gli uomini e 2,5L/die nelle donne. Promuovere il consumo di acqua è particolarmente importante poichè negli anziani il ricambio dell'acqua può essere compromesso da una minore efficienza del meccanismo della sete, o da alterazioni del rene, con maggior rischio di disidratazione. Insieme ad una corretta alimentazione è fondamentale l'attività fisica nella prevenzione del declino funzionale e nella terapia delle patologie cronico -degenerative.

L'esercizio fisico di tipo aerobico ha effetti nel migliorare la fitness cardio-respiratoria; per contrastare la sarcopenia sono necessari esercizi di forza o contro resistenza, che consistono nell'esecuzione di movimenti con utilizzo di pesi, elastici e macchine isotoniche.

Mantenersi attivi in tutte le fasce d'età e in particolare in età avanzata contribuisce come sottolineano numerosi dati di letteratura, ad una riduzione del declino cognitivo e a migliorare lo stato dell'umore e le funzioni cognitive; più recentemente è stato dimostrata una significativa correlazione tra attività fisica e aspettativa di vita.

Testo di Paola Baggiani

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