Il paziente affetto da "dolore cronico di grado severo" vive una condizione quotidiana nella quale la qualità di vita risulta essere compromessa, a partire dal sonno e dall'umore: vediamo come sono correlati questi aspetti

Questa triade sintomatologica, apparentemente riferibile a diverse entità nonosgrafiche, sovente si manifesta strettamente correlata clinicamente e da un punto di vista etio-patogenetico.

Il paziente affetto da "dolore cronico di grado severo" vive una condizione quotidiana nella quale la qualità di vita risulta essere compromessa.

Sia che si tratti di dolore cronico severo di tipo benigno (quello più frequentemente di competenza neurologica) ad esempio: cefalee, emicranie, nevralgie cervico-cranio-facciali, rachide doloroso/disfunzionale, dolore neuropatico da patologie neurodegenerative, da esiti di stroke, da forme invalidanti di sclerosi multipla o di sclerosi laterale amiotrofica ovvero sia che si tratti di dolore di tipo neoplastico, il paziente vivrà frequentemente una condizione nella quale saranno presenti comorbilità.

Studi internazionali "evidence based medicine" annoverano:

  • disturbi del tono dell'umore ed in particolare disturbi disforico/depressivi;
  • disturbi del sonno e nel sonno;
  • indebolimento delle perfomances cognitive;
  • effetti indesiderati correlati ai farmaci in uso per il trattamento del dolore medesimo.

 

In questa ottica di grande importanza risulta essere la ottimizzazione del trattamento come di seguito articolato:

  • la scelta delle associazioni farmacologiche,
  • il possibile uso di approcci alternativi al farmaco quali;
    • il ricorso all’approccio bio-tech come la “scrambler therapy”,
    • l’approccio minimamente invasivo mediante blocchi antalgici/anestetici ripetuti a livello dei nervi emicranici (per lo più grande occipitale e sopraorbitario),
  • ed il sostegno psicologico sia al paziente medesimo che ai “caregivers" che si prendono cura del paziente.

 

In quest’ottica di rilievo appare anche uno studio dei Disturbi del Sonno e Disturbi nel Sonno.

Un esame Video-Polisonnografico con analisi quali/quantitativa del sonno riveste un rilievo importante.

 

Alcuni siti anatomo/funzionali correlano dolore cronico, disturbi del sonno e nel sonno e disturbi del tono dell’umore.

Quelli di maggior rilievo appaiono essere l’ipotalamo e la ghiandola pituitaria.

Il primo coinvolto nella stretta connessione tra dolore cronico e disturbi del e nel sonno; la seconda che correla la alterazione cronobiologica circadiana tra disturbi del e nel sonno e disturbi del tono dell'umore (per lo più disturbo depressivo e più raramento disturbo bipolare).

Così come neuromodulatori e sostanze endogene connesse alle medesime funzioni ed ai medesimi disturbi sembrano essere: glutammato (ad azione lungo vie prevalentemente ascendenti fino alla corteccia e funzione prevalentemente stimolante il SNC), GABA e serotonina (ad azione lungo vie discendenti e funzione prevalentemente inibitoria/di riequilibrio nell'ambito del SNC), la melatonina epifisaria relata alle alterazioni cronobiologiche circadiane  e le endorfine relata alla soglia di tolleranza al dolore.

Pertanto la triade "dolore cronico, disturbi del sonno e nel sonno, disturbi del tono dell’umore" appare entità sovente da valutare, studiare e trattare in maniera integrata.

Alfine va rammentata l’importante ruolo svolto dal supporto psicologico, e dai quei professionisti psicologi/psicoterapeuti “dedicati” alla problematica del dolore cronico e sovente a tematiche del fine vita”.

La attenzione del professionista specialista in medicina del dolore e l'empatia che questo è in grado di instaurare con il paziente e con i caregivers è di grande rilievo: 

"Empathy relief pain" ovvero l'empatia può alleviare il dolore.