La dilatazione del plesso pampiniforme, cioè delle strutture venose che stanno sopra il testicolo e lo circondano, viene definita in medicina, varicocele.

Note introduttive

La dilatazione del plesso pampiniforme, cioè delle strutture venose che stanno sopra il testicolo e lo circondano, viene definita in medicina, varicocele.

Queste strutture venose hanno il compito di far circolare il sangue che, dopo aver ceduto l’ossigeno al tessuto testicolare, deve ritornare a livello polmonare per prendere ancora ossigeno e quindi ridiventare sangue arterioso, cioè “ricco” di ossigeno.

Quando si ha un varicocele le valvole che permettono al sangue venoso di ritornare al “centro” e alla fine di ossigenarsi non funzionano e quindi il sangue refluisce, cioè ritorna al testicolo e li tende a “ristagnare”.

In sostanza è come avere delle vene varicose a livello delle borse scrotali.

Questa situazione anatomica altera la normale temperatura, a livello testicolare, che permette la regolare produzione degli spermatozoi e che è normalmente inferiore di circa 2 °C a quella intracorporea; inoltre la presenza in eccesso di sangue venoso riduce gli scambi gassosi a livello del tessuto testicolare, in particolare dei tubuli seminiferi, con un aumento significativo di produzione di radicali liberi (fattori spermiotossici).

Nel bambino prepubere la presenza di un varicocele è stimata all’1% mentre, dopo l’adolescenza, questa percentuale sale al 15%. Questo dato sembra essere legato a tutte le modificazioni, anche fisiologiche, che caratterizzano la regolare pubertà di un maschio. L’uomo con un varicocele generalmente lamenta la presenza di un “gomitolo vermiforme” che si nota più facilmente e soprattutto quando ci si tocca i propri testicoli, stando in piedi.

Si veda anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo: http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/196-prevenzione-andrologica-eta-pediatrica-puberale.html.

Qui si possono trovare anche tutte le raccomandazioni, date dal National Cancer Institute Statunitense, su come fare correttamente l'autopalpazione del testicolo.

In uomini con un problema di infertilità riscontriamo nel 40% la presenza di un varicocele ma solo in un uomo su tre, portatori di varicocele, si riscontrano delle dispermie, cioè delle alterazioni dei normali parametri del liquido seminale.

Non dimentichiamo mai poi che, anche se raramente, un varicocele può essere secondario ad un tumore dello spazio retroperitoneale e quindi sempre bisogna fare una ecografia completa delle vie uro-seminali quando è presente una tale problematica clinica.

Come si fa la diagnosi del varicocele

Nell’urologia classica la diagnosi di varicocele può essere fatta anche dopo una attenta valutazione clinica diretta con il paziente in posizione ortostatica, cioè in piedi, e questo viene classificato in tre gradi:

  • 1° grado: varicocele palpabile solo dopo un aumento improvviso della pressione addominale, chiamata anche manovra di Valsalva (si invita il paziente a spingere come se dovesse defecare);
  • 2° grado: varicosità a livello delle borse scrotali, anche senza manovra di Valsalva;
  • 3° grado: varicosità evidenti ad occhio nudo, cioè guardando “clinicamente” ed in diretta il paziente.

Dopo un attento esame clinico andrologico la valutazione deve essere completata con una indagine ecografica, chiamata ecocolordoppler delle vene spermatiche, con questa indagine vengono valutate le dimensioni, le caratteristiche degli epididimi e dei testicoli e soprattutto le caratteristiche del reflusso venoso e della sua entità, queste sono tutte valutazioni indispensabili per dare una precisa indicazione terapeutica e soprattutto pre-chirurgica.

Indicazioni terapeutiche

L’indicazione ad una correzione chirurgica viene data quando si ha:

  1. un adolescente con testicoli che non “crescono”;
  2. un uomo con varicocele ,  “tumefazioni”, senso di pesantezza e soprattutto dolore;
  3. un uomo adulto con una dispermia accertata ed “infertilità verificata”;

Non si opera un varicocele quando:

  1. non si hanno problemi a livello del liquido seminale;
  2. se non si ha un reflusso basale all’ecocolordoppler fatto;
  3. se è presente solo dolore testicolare, in questi casi bisogna sempre informare il paziente che l’intervento può non essere risolutivo.

La correzione di un varicocele passa attraverso la necessità di interrompere il reflusso presente nella vena spermatica interna e questo si ottiene con un intervento chirurgico che prevede la legatura della vena spermatica a livello addominale, inguinale o sub-inguinale ma anche con tecniche che prevedono la scleroembolizzazione della vena spermatica interna ottenuta tramite l’iniezione di una sostanza che appunto sclerotizza cioè fa chiudere le pareti di queste vene incompetenti.