L'ipospadia è un difetto congenito dell'uretra per cui il canale uretrale termina ventralmente, a monte  rispetto al normale meato esterno. E' una malformazione non infrequente (l'incidenza varia da 3 a 8 per mille maschi nati vivi). 
L'epispadia invece è il difetto contrario, cioè l'uretra termina dorsalmente. E' questa una malformazione meno frequente della prima.


Figura 1: Schema di uretra ipospadica

La ricostruzione chirurgica di una uretra malformata comporta a volte, secondo le tecniche chirurgiche utilizzate e le loro complicanze, un numero variabile di interventi su zone piuttosto sensibili al dolore. Inoltre l'età (dai 3 ai 6 anni) in cui generalmente veniva eseguito l'intervento chirurgico fino a pochi anni fa è considerata rischiosa da un punto di vista psicologico. 

L'identità sessuale viene acquisita nei primi anni di vita, più precisamente il sentimento di essere maschio o femmina è appreso verso il terzo anno. Nel processo di definizione della propria identità sessuale il fattore acquisito sembra prevalere su quello biologico.                       Sotto questa prospettiva l'ipospadia, una delle più comuni anomalie della differenzazione sessuale, oltre ad essere un problema tipicamente chirurgico, presenta delle importanti problematiche di natura sessuologica e psicologica.

In questi pazienti si ha spesso un disagio e un vissuto negativo della propria immagine corporea, particolarmente del genitale. Frequentemente si scatenano sensazioni di inadeguatezza accompagnati dall'ansia e dal timore delle proprie prestazioni sessuali.

Un dato significativo da segnalare, riscontarto alcuni anni fa nello studio dei nostri ipospadici, è che in queste problematiche uretrali l'età media dell'inizio dell'attività masturbatoria è più posticipata (15 anni), come pure l'età del loro primo rapporto sessuale (21 anni).

L'ipospadico manifesta spesso preoccupazioni in campo sessuale. La vergogna di mostrare un pene "imperfetto", il timore della derisione da parte del partner, la paura di essere comunque sessualmente inadeguato spiegano il ritardo significativo ad iniziare una normale attività sessuale.

Spesso notiamo che non si ha una correlazione tra il risultato estetico oggettivo buono ottenuto dall'intervento chirurgico ed il vissuto soggettivo. Questo non sembra essere influenzato né dalle condizioni economiche dei genitori né dalla gravità della malformazione.

Aspetti psicologici della ipospadia

Il termine "sessualità" ricopre diverse dimensioni della vita biologica e psicologica dell'individuo.
Agli aspetti biologici si aggiungono fattori acquisiti (socio ambientali e relazionali); tali fattori, innati ed acquisiti, giocano poi ad influenzarsi reciprocamente nel determinare l'identità ed il ruolo sessuale.

La psicoanalisi sostiene che l'identità sessuale è influenzata profondamente da tre fattori:

  1. l'anatomia dei genitali esterni. Il maschio focalizza la sua attenzione esclusivamente sul  pene, mentre le altre parti (scroto e testicoli) sono riconosciute in modo indiretto e  superficiale;
  2. la relazione genitore-figlio: il figlio visto come maschio o femmina;
  3. fattori biologici, quelli che un individuo possiede sin dalla nascita.

Nel caso dell'ipospadia l'immagine del proprio corpo risulta disturbata proprio nell'organo genitale, il sesso "mal formato" viene vissuto in modo più o meno inconscio, come un sintomo di minor virilità e di minor potenza.

Nella mia esperienza spesso i bambini ipospadici presentano disturbi comportamentali, di non particolare gravità, come: scarsa socializzazione, chiusura in se stessi, atteggiamenti genericamente "passivi".  Nell'adolescenza viene notato spesso "rifiuto e vergogna" di fronte alla possibilità di un rapporto "facile" con le ragazze.

La consapevolezza di un difetto, di una malformazione può creare più impacci e problemi della malformazione in se stessa e la ricostruzione chirurgica più riuscita spesso non modifica questo vissuto negativo.