Negli ultimi anni si è registrato una aumentata incidenza dei tumori renali. L'appriccio mini-invasivo laparoscopico rappresenta il gold standard nella terapia di questa temibile patologia

Il tumore renale rappresenta il 3% dei carcinomi dell'età adulta con una incidenza che negli ultimi 20 anni ha visto un progressivo incremento. Le cause sono sconosciute ma esistono dei fattori di rischio come il fumo, l'esposizione ai solventi o degenerazioni cromosomiche. Esiste inoltre una certa famigliarità legata ad una alterazione del cromosoma 3.

 

Sintomi e segni

La classica triade (ematuria = sangue nelle urine, massa palpabile, lombalgia) è presente solo nel 10% dei casi. Il miglioramento e la diffusione di metodiche diagnostiche (soprattutto TAC ed ecografia) hanno portato alla scoperta di numerosi tumori di piccole dimensioni e asintomatici, che rapppresentano ormai più del 50% dei tumori renali, diagnosticati spesso in modo incidentale.

 

Trattamento

Il trattamento standard delle masse renali è la nefrectomia radicale (asportazione completa di tutto il rene). L'asportazione esclusiva (enucleoresezione) del tumore venne inizialmente proposta solo nei casi selezionati di tumore in rene unico.

Attualmente la chirurgia conservativa ha conquistato sempre più spazio alla luce di numerosi studi che hanno documentato sia l'efficacia terapeutica (controllo oncologico della malattia) sia la migliore qualità di vita e funzionalità renale dei pazienti che hanno subito una chirurgia limitata rispetto a coloro sottoposti alla asportazione completa del rene. Oggi la enucleoresezione renale (asportazione solo della massa neoplastica) viene indicata nella terapia dei tumori renali di dimensioni fino a 7 cm.

 

Approccio mini-invasivo

La medicina moderna ha 2 obiettivi : guarire definitivamente il paziente, e creare meno disagi e sequele negative conseguenze della terapia stessa.

Nel caso del trattamento dei tumori renali, gli ultimi anni hanno visito la messa a punto e l'applicazione di una tecnica non invasiva per l'asportazione completa del tumore. Stiamo parlando della enucleoresezione laparoscopica.

 

Tecnica

Il paziente viene ricoverato il giorno stesso dell'intervento, che viene eseguito in anestesia generale. Mediante 3 accessi cutanei (porte) di dimensioni variabili tra i 5 ed i 10 mm, vengono inseriti degli strumenti che permettono al chirurgo di isolare il rene ed asportare la massa neoplastica.
L'intervento dura mediamente 90 minuti con perdite ematiche estremamente ridotte grazie al preventivo e preciso controllo della vascolarizzazione renale

Il giorno successivo, il paziente inizia subito il ritorno alle normali attività fisiche con brevi passeggiate ed una alimentazione regolare. I tempi di degenza sono mediamente di 3 giorni. Dopo circa 7 giorni, il paziente potrà tornare tranquillamente alle regolari attività lavorative.

 

Complicanze

Le possibili complicazioni di questo intervento sono l'ematuria (sangue nelle urine) e la formazione di fistole urinose (fuoriuscita di urina dal punto di asportazione del tumore). Entrambe possono essere risolte con metodiche conservative, quali rispettivamente l'embolizzazione selettiva del vaso beante ed il posizionamento di un drenaggio ureterale (stent) senza limitare la funzionalità renale.

 

Conclusioni

La chirurgia conservativa renale con approccio laparoscopico, rappresenta ormai una tecnica consolidata anche se eseguita solamente in centri specializzati.
Il minimo impatto sul paziente che evita la tradizionale lunga e dolorosa incisione cutanea, la breve durata della degenza ospedaliera ed il rapido ritorno alle normali attività quotidiane, associate alla efficacia terapeutica, la rendono terapia di prima scelta nei casi di tumore renale di dimensioni contenute.