La vitamina D viene sia prodotta nella pelle attraverso l’esposizione alle radiazioni UV di un precursore (il 7-deidrocolesterolo), sia ingerita nella dieta (pesce, fegato, latte). Un recente studio ha correlato i bassi livelli di vitamina D dovuti a scarsa esposizione ai raggi solari ad un incremento dell'incidenza delle allergie alimentari e della dermatite atopica nei bambini.

Da uno studio australiano, infatti, pubblicato sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology risulta che un'aumentata esposizione alla luce solare possa ridurre il rischio sia delle allergie alimentari sia della dermatite atopica - non dell'asma - nei bambini. I ricercatori hanno scoperto che i bambini che vivono in aree geografiche australiane più lontane dall'equatore, con più bassi livelli di luce solare e, quindi, con più bassi livelli di vitamina D, hanno un rischio più elevato di sviluppare allergie alimentari (per l'uovo e le arachidi) o la dermatite atopica rispetto a quelli che vivono in aree con esposizione solare più elevata.

Lo studio fornisce delle evidenze preliminari sul fatto che la vitamina D possa essere coinvolta sia nell'l'insorgenza che nella gravità degli squilibri che interessano il sistema immunitario in corso di allergia alimentare e dermatite atopica. Sono necessari, però, ulteriori studi per valutare l'efficacia di un incremento di apporto dietetico di vitamina D che va abbinato ad adeguati consigli su come trascorrere più tempo all'aria aperta facendo attività fisica senza aumentare il rischio di tumori della pelle.

Riferimenti

Osborne NJ, Ukoumunne OC, Wake M, Allen KJ. Prevalence of eczema and food allergy is associated with latitude in Australia. J Allergy Clin Immunol. In pubblicazione 2012 Feb 1.