Non solo ai ragazzi e agli adolescenti alle prime armi, ma anche ai loro padri e ai loro nonni è importante dare chiare informazioni ed indicazioni per evitare il rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile.

Questo è quello che emerge dai risultati di una ricerca del King’s College di Londra, pubblicato in questi giorni sulla rivista “Student Bmj”.

Secondo i nostri ricercatori inglesi negli ultimi dieci anni questo tipo di patologie è aumentato ed le malattie sessualmente trasmissibili sono raddoppiate proprio tra le persone con un’età compresa tra i 50 e i 90 anni.

Questo dato diventa più credibile se pensiamo che un’altra recente ricerca ci indica come l’80% delle persone nella terza e quarta età è ancora sessualmente attivo.

Lo studio ha rilevato un aumento dei casi di sifilide, chlamydia e gonorrea, soprattutto in un fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni ed inoltre viene segnalato un rialzo percentuale dei casi di HIV tra i 50enni che rappresentano ora il 20% degli accessi alle cure mediche per tale patologia.

Alcune ipotesi, per spiegare questi nuovi scenari epidemiologici negli over 50, sono da ricondurre al fatto che le donne in menopausa sono più sensibili e vulnerabili a questo tipo di patologie e poi un altro aspetto da considerare è il fatto che oggi gli uomini, nella loro terza e quarta età, hanno possibilità di accedere a terapie precise con farmaci mirati e capaci di contrastare i possibili e frequenti disturbi dell’erezione e che quindi il periodo della loro vita sessuale attiva si è di molto allungato.

Gli autori dello studio ricordano come è divenuto importante fare un preciso invito ai medici, e io aggiungo agli urologi e agli andrologi, che prescrivono farmaci vasoattivi per un problema erettivo, a discutere di sesso sicuro anche con i maschi over 50 che chiedono queste specifiche terapie farmacologiche perché spesso queste persone non sono ben informate del pericolo aumentato, in questa fascia di età, di contrarre proprio una malattia sessualmente trasmissibile.

 

Fonte:

http://student.bmj.com/student/view-article.html?id=sbmj.e688