Le agenzie di stampa hanno, nei giorni scorsi, dato rilievo ad una affermazione di Andrea Lenzi, Professore della sapienza e noto andrologo, il quale ha sottolineato che gli esami seminali (gli spermiogrammi) sono spesso eseguiti male.

Lenzi ha messo il dito in una nota piaga. Pochissimi laboratori hanno personale addestrato e allenato ad eseguire tali esami che, per propria caratteristica peculiare, hanno una componente soggettiva di giudizio che si acquisisce solo con esperienza e pazienza. Meno ancora sono i laboratori che utilizzano le linee guida della WHO o delle società scientifiche di settore preferendo utilizzare schemi e protocolli che sarebbe un complimento definire obsoleti e preistorici.

Una caratteristica ulteriore dello spermiogramma poco conosciuta dai pazienti, che sono giustificati, ma anche da molti medici, che lo sono peraltro un po’ meno, è data dalla capacità di fluttuazione fisiologica dei parametri indagati. In pratica un uomo sano può avere alti e bassi continui dei valori riferiti agli spermatozoi i quali, se non vengono inseriti e valutati in un contesto che comprenda lo stato generale dell’individuo, vengono presi per patologici diventando fonte di ansia per le coppie alla ricerca del concepimento.

Altro luogo comune difficile da sfatare è il fatto che lo spermiogramma misuri la fertilità nel singolo individuo. Così non è in quanto la fertilità è della coppia e si misura solo a figli in braccio. Uno spermiogramma correttamente eseguito è tuttavia un prezioso strumento per individuare patologie che possono compromettere il contributo maschile al concepimento e che possono, con l’aiuto di un esperto qualificato dalla specializzazione in Andrologia, essere curate.