Secondo una ricerca della Dottoressa Cristina Cenci, sociologa specializzata in antropologia, la Disfunzione Erettile è un argomento per cui sempre più uomini chiedono consulenze tramite Internet. Elementi peculiari di questo tipo di pazienti sono la ricerca di riservatezza che il nickname dei chiedenti visita offre, il sostanziale isolamento dei singoli ( infatti a differenza che in altre patologie non esistono forum di pazienti affetti da DE in cui ci si scambiano esperienze e consigli), e la forte presenza di uomini di giovane età.

E' davvero rilevante che Il 41% di questo insieme di uomini ha dichiarato di non parlare con altri nè tantomeno con un medico "reale" della propria Disfunzione Erettile, per cui per essi il WEB sarebbe di fatto l'unica risorsa che permette di non vivere nell'isolamento totale rispetto alla propria condizione . Oltre a questo, dall'analisi dei toni e contenuti delle richieste dei pazienti, è emersa nel 30% dei casi una situazione di vera e propria disperazione dovuta alla DE.

Questi dati sono stati illustrati nel corso di un incontro con specialisti andrologi avvenuto il 19 e 20 aprile a Roma (Blue collection) ed ha ovviamente dato luogo ad un dibattito e ad una interessante serie di riflessioni sul tema. E' interessante inoltre il fatto che, a domanda del sottoscritto  palesatosi per essere direttamente coinvolto dall'argomento , la dottoressa Cenci ha dichiarato che Medici Italia è stata una importante fonte di ispirazione per i contenuti dello studio. Senza entrare nei dettagli di una discussione ricca di spunti e sfaccettature che potrebbero essere argomento di vari Blog, la ricercatrice ha auspicato infine che nel prossimo futuro  le consulenze via WEB possano essere più sostanziose e possano contenere vere e proprie indicazioni di tipo terapeutico, al fine di fornire una stampella a coloro che dal medico in carne ed ossa tendono (almeno apparentemente) a non andare. Su questo punto in particolare vi è stato un intenso scambio di opinioni con i medici presenti cui sono ben note le regole deontologiche che impongono oggi chiari limiti alle consulenze mediche telematiche, ma non è detto che per il futuro non possa cambiare qualcosa, senza (auspicio di tutti) stravolgere l'essenza del rapporto medico-paziente.  Come si dice... work in progress....