Che un nuovo farmaco per il Morbo di La Peyronie (ovvero Induratio Penis Plastica: IPP) stia per essere lanciato sul mercato è un po’ il segreto di Pulcinella, con buona pace di questa maschera Napoletana, che i segreti sapeva fare a tenerli.

Tanto per rifrescare la memoria il Morbo di la Peyronie è un accumulo di tessuto cicatriziale (collageno) sulla tunica del pene, che provoca placche dure al tatto, deformità del pene, dolore ed a volte deficit erettivo.

Ecco dei links significativi in proposito:

Naturalmente si sono fatti numerosi tentativi terapeutici con qualche successo. Il tutto è riportato nei links, e non sto qua a ripetere.

L’idea attuale è quella di iniettare nella placca un enzima derivato dal batterio Clostridium Hystoliticum (collagenasi) in grado di sciogliere il tessuto collageno. I dati sulla fase 2 di registrazione del farmaco sono recentemente usciti su The Journal of Urology.

In questo studio venivano suddivisi i pazienti in tre categorie: la prima trattata con una decina di infiltrazioni di placca con collagenasi, la seconda con collagenasi e stretching (stiramento), la terza con placebo.

Veniva valutata una sola variabile la curvatura del pene e tale variabile veniva anche valutata anche dal paziente stesso. Gli effetti collaterali sono stati importanti: perforazione della albuginea (per fortuna rara) e importanti ematomi. Si è avuto miglioramento solo nella II° categoria di pazienti: quella che veniva sottoposta a stretching del pene ed ad infiltrazioni di collagenasi.

 

Tale articolo non ci è certo passato inosservato ed a livello della Società Italiana di Andrologia sono state sollevate numerose questioni metodologiche e cliniche, da me e da colleghi.

1) La collagenasi è attualmente indicata per la rottura TRAMITE MANIPOLAZIONE dei noduli che si formano nella malattia di Dupuytren ( Noduli che si formano sulla guaina del palmo della mano, analoghi al Peyronie). Ne consegue che anche nel Peyronie lo scopo è di fratturare le placche noduli e rendere la "cicatrice riparativa" dritta. In via del tutto teorica è difficile che il tessuto fibroso digerito dall’ enzima si ripristini come tessuto “normale-dritto”.

2) La collagenasi di per se scioglie sia il nodulo sia il tessuto normale e quindi la perforazione e l’ ematoma sono effetti collaterali “connaturati” al farmaco.

3) La prima cosa che salta agli occhi, da un punto di vista metodologico, è l’assenza della misurazione del volume della placca, sia prima che dopo la cura. La placca è il sintomo principale e cardinale della IPP. Difatti la curvatura del pene può aumentare in corso di terapia per IPP pur in presenza di un miglioramento sostanziale per i seguenti fenomeni: aumento della capacità erettile, guarigione di una placca nel caso di placche multiple. La curvatura può diminuire in corso di terapia per insorgenza di una placca dalla parte opposta: e questo è fattore peggiorativo di malattia. Pertanto la sola misurazione della curvatura non è un fattore attendibile per monitorizzare l’ evolvere del Peyronie.

4) Altro aspetto che lascia abbastanza perplessi è che il miglioramento verso placebo si sia registrato solo in chi ha fatto lo stretching (stiramento); il gruppo che non aveva fatto lo stiramento, pur in terapia con collagenasi non aveva differenze verso placebo. Sembrerebbe che l’UNICO strumento EFFICACE sia stato lo stiramento e NON la COLLAGENASI. Difatti manca un quarto gruppo alla sperimentazione: pazienti trattati con stiramento e placebo.

5) E ancora in letteratura compaiono dati che indicano che dal 40% al 75% dei pazienti affetti da IPP soffre di una depressione reattiva secondaria alla malattia, questo ne fa soggetti troppo influenzabili nel bene e nel male per poter monitorizzare l' andamento di una malattia. Difatti parte della valutazione veniva lasciata alla impressione soggettiva dei pazienti.

6) Ultimo: il farmaco, commercializzato da Pfizer, si trova già in Svizzera (vedi WEB): costa circa 1000 € la fiala (1 fiala = 1 infiltrazione) e deve essere conservato parecchi gradi sotto zero (-80C°, o giù di lì).


In conclusione: la collagenasi si tratta di un prodotto tutto da valutare alla luce di ricerche indipendenti, sperando in una maggiore ragionevolezza sui prezzi.

 

Bibliografia