Un gruppo di ricercatori greci dell’ Ospedale  Hippokration di Atene, ha recentemente condotto uno studio complesso e complicato nel tentativo di trovare, in modo più attendibile e corretto, le eventuali relazioni e correlazioni tra un disturbo dell’erezione ed un possibile problema cardiovascolare.

Cuore Matto-1984 di Sergio Fedriani
Cuore Matto-1984 Acquarello di Sergio Fedriani

Con questo intento è stata condotta una meta-analisi, cioè sono stati esaminati e confrontati in modo dettagliato e preciso, i dati (in modo retrospettivo) di quattordici ricerche distinte che hanno studiato questo tipo di problematiche cliniche.

Ricordiamo che una meta-analisi è considerata una stima complessa, fatta su diversi studi, che permette poi di trarre conclusioni più importanti di quelle che si potrebbero ricavare da un solo ed unico lavoro scientifico.

Questa meta-analisi in conclusione ha valutato complessivamente 92.757 uomini con disturbi dell’erezione e si è giunti alla conclusione che un deficit dell’erezione aumenta del 44% la possibilità di incorrere in una malattia cardiovascolare, del 62% il rischio di un infarto, del 39% quello di un ictus e del 25% di una possibile mortalità per problemi cardiaci.

In sintesi estrema un deficit dell’erezione, nella storia clinica di un uomo, si può considerare alla stessa stregua di un importante fattore di rischio predittivo a livello delle arterie coronarie, come l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigarette o la presenza di un importante aumento del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue e quindi questo sintomo clinico deve essere tenuto sempre ben presente e mai sottovalutato.

 

Fonte:

http://circoutcomes.ahajournals.org/content/early/2013/01/08/CIRCOUTCOMES.112.966903.abstract

Per approfondire:

http://www.medicitalia.it/minforma/Andrologia/184/Quando-l-erezione-e-difficile-o-non-c-e-Che-cosa-fare