Questo sembra essere il dato che emerge da una ricerca condotta da alcuni studiosi dall’Università di Dresda e pubblicata recentemente su Biological Psychology.

I ricercatori tedeschi hanno studiato il comportamento di un gruppo di uomini e donne che non hanno l’olfatto, questa sindrome è chiamata anche anosmia congenita isolata e interessa circa una persona su 7.500; solo negli Stati Uniti d’America ci sono circa due milioni di persone colpite da questo problema.

Determinazione degli odori empirica 
Determinazione empirica degli odori

Il gruppo di persone senza olfatto ed il gruppo di controllo, coinvolti nello studio erano omogenei (32 senza olfatto e 36 normodotati, età media 30 anni); entrambi sono stati sottoposti a complessi questionari mirati; sono popolazioni, quelle considerate, non molto numerose e questo è sicuramente un limite della ricerca ma è un primo lavoro specifico che cerca di valutare il rapporto tra possibilità o meno di percepire odori e i numerosi comportamenti che possono manifestarsi nei normali rapporti sociali che ciascuno ha.

Da questa ricerca emerge che la mancanza di olfatto determina chiare difficoltà nelle normali relazioni sociali, soprattutto sul piano relazionale e sentimentale.

Soprattutto i maschi sembrano avere chiare difficoltà nella ricerca della propria partner e quindi problemi ad iniziare una relazione mentre le signore si presentano con un atteggiamento insicuro anche all’interno di un rapporto già stabilito.

Per gli uomini questo problema sembra legato, oltre che all’insicurezza generale, dovuta all’incapacità di percepire gli odori, al fatto che, proprio nei maschi, l’olfatto è lo strumento per esplorare nell’immediato il relativo comportamento sessuale.

Questi primi dati, su questo specifico problema, pur essendo ricavati da un gruppo relativamente ristretto di pazienti, possono comunque essere un buon punto di partenza per capire meglio questa sindrome, non rara, e per fare anche ulteriore chiarezza sui legami tra olfatto, odori e comportamento sessuale.

 

Fonte: 

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301051112002530