Introduzione

Sembra ormai appurato che il meccanismo patogenetico che è alla base nel determinismo della malattia di Peyronie ovvero il dolore in erezione (tipico delle prime fasi) la fibrosi dei corpi cavernosi, la formazione di placche e la curvatura del pene sia correlabile alla ridotta ossigenazione dei tessuti del pene. Quindi in teoria tutte le terapie devono essere mirate a migliorare la ossigenazione dei tessuti stessi. Da questo si comprende come sia necessaria una terapia integrata per ottenere risultati soddisfacenti: il verapamil ad azione vasodilatatrice, la pentossifillina che rende più efficace il microcircolo periferico, integratori alimentari diretti a ridurre lo stress ossidativo, e non ultimo gli inibitori delle fosfodiesterasi -5 (Cialis, Levitra, Viagra come a molti noto utilizzati anche per la cura della disfunzione erettile. farmaci che agiscono incrementando le concentrazioni locali di Nitrossido (NO) il cui ruolo è stato meglio definito nella modulazione dell’evento fibrosi del pene). Perplessità sull’utilizzo della collagenasi un enzima prodotto dal veleno di scorpione soprattutto per gli elevati costi e la difficile reperibilità.

Lo scopo dello studio in appendice è quello di valutare l' efficacia dell'associazione di iniezioni intra e peri lesionale di Verapamil e l’assunzione di antiossidanti per via orale in pazienti con insorgenza precoce della malattia di Peyronie.

A seguito alla terapia si è verificata una riduzione volumetrica della placca, miglioramento della curvatura del pene miglioramento della soddisfazione generale, sessuale, e della funzione orgasmica.

 

Conclusioni

Nonostante numerose opzioni terapeutiche proposte per la cura della malattia di Peyronie (patologia emergente in ambito andrologico) la terapia integrata con farmaci “ossigenatori”  ovvero con farmaci che migliorano il flusso sanguigno arterioso ricco di ossigeno a livello del pene, alcuni  conosciuti da tempo rimane ad oggi quella più efficace.

 

 

Fonti: