Queste sembrano essere le conclusioni di un lavoro, appena pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, da alcuni ricercatori cinesi del Dipartimento di Urologia e Andrologia del First Affiliated Hospital dell’Università Medica di Guangzhou.

Già diverse segnalazioni, in questi ultimi anni, hanno confermato alcune correlazioni tra aumento del volume della ghiandola prostatica, patologia meglio nota come ipertrofia prostatica benigna, ed un disturbo dell’erezione.

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Riguardo a questo legame diverse sono le ipotesi attualmente prese in considerazione; tra queste: alterazioni metaboliche e disturbi dei normali meccanismi delle vie che portano allo scatenarsi di una regolare erezione

Questo nuovo studio ha voluto esaminare una possibile associazione tra prostatiti, secondarie calcificazioni intraprostatiche e deficit erettivi.

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Sono stati valutati 358 uomini con prostatite cronica o che lamentavano delle sindromi dolorose pelviche croniche, sempre secondarie ad un problema infiammatorio a livello della ghiandola prostatica.

In estrema sintesi si è visto che, tra le varie correlazioni tentate dai ricercatori, l’unica significativa è stata quella tra la presenza di calcificazioni intraprostatiche ed un possibile problema erettivo; le calcificazioni era state valutate attraverso un’indagine ecografica ed erano più facilmente riscontrate quando vi erano colture positive per la presenza di batteri e un più alto numero di globuli bianchi nel secreto prostatico.

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Prostatite cronica: quadro istologico

Questo è un primo lavoro che però non è ancora un dato clinico conclusivo che deve ancora essere verificato e confermato con altre ricerche mirate e più corpose.

 

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24735240

 

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