La perdita di questo piccolo cromosoma, che caratterizza appunto il sesso maschile, e che si osserva a livello delle cellule ematiche, con una certa frequenza, nella terza e quarta età, sembra associata ad un rischio aumentato di problematiche oncologiche e di decessi precoci.

Questo dato sembra emergere da una ricerca, presentata al recente Congresso Annuale dell’American Society of Human Genetics (ASHG), tenutosi in questi giorni a San Diego, e condotta da alcuni genetisti dell’Università svedese di Uppsala.

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Questa perdita, che gli anglofili chiamano Loss of the Chromosome Y (LOY), si può avere occasionalmente durante la replicazione delle cellule ematiche e avviene in modo casuale all’interno del nostro organismo.

La LOY è stata scoperta circa 50 anni fa e le cause che la scatenano sono ancora sostanzialmente sconosciute.

In questi anni la tecnologia genetica ha permesso ai nostri ricercatori svedesi, con un non complesso esame del sangue, di individuare precocemente quando anche solo una piccola frazione delle cellule ematiche di un uomo presenta questa perdita del cromosoma Y

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Gli studiosi di Uppsala hanno valutato 1153 uomini di età compresa tra i 70 e gli 84 anni, in un arco di tempo di alcuni decenni, ed hanno così scoperto che gli uomini che perdevano il cromosoma Y, in frazioni significative delle loro cellule ematiche, vivevano in media 66 mesi in meno rispetto agli uomini che mantenevano invece presente il cromosoma, maschile per eccellenza; ancora per gli uomini con LOY aumentava poi, in modo significativo, anche il rischio di morire a causa di una neoplasia proprio durante il periodo di tempo in cui venivano valutati.

Risultati preliminari questi ma che ci portano a non sottovalutare nei maschi il ruolo del "piccolo" cromosoma Y, anche se dotato di pochi geni!

 

Fontehttp://ashg.org/press/201410-MosaicLOY.html

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