Se non esistesse google alert mi sarebbe probabilmente sfuggita l’ennesima stupidaggine sull’infertilità maschile. Il prontissimo sistema mi invia una mail quando in rete compaiono articoli che hanno inserita dentro “azoospermia” come parola chiave.

Oggi, che è Ognissanti, evidentemente si festeggia anche San Sughero, patrono delle fesserie messe in rete. Il titolo recita “ Infertilità temporanea, il motivo è nel poliestere”.

Capperi! Siamo circondati dal poliestere per cui ho alzato un sopracciglio e ho letto la news guardando con sospetto la plasticosa bottiglia d’acqua che porto sempre appresso da quando ho una malefica tendenza ai calcoli ( renali…).

Ebbene, secondo l’articolo che non è firmato e non cita la fonte, il poliestere può persino diventare un contraccettivo. Basta indossare delle mutande di microfibra che, siccome scaldano il pacco ed emettono –forse- energia elettrostatica, in soli tre mesi sarebbero in grado di accoppare gli ultimi spermatozoi sopravvissuti all’inquinamento ambientale. L’articolo non specifica se le mutande possono essere cambiate nei fatidici tre mesi e se la puzza accoppa o no la consorte. Poi basta tornare alle mutande normali e in altri tre mesi ecco che ricompaiono i girini e forse la moglie ritorna da casa di sua madre.

Lascio ai colleghi dermatologi i commenti sugli effetti deleteri che il caldo umido ha cute scrotale di alcuni pazienti appassionati alle mutande in questione.

Quello che fa un pochino irritare è che un “ricercatore” nel 1993 o giù di lì ( ce ne è traccia sul pubmed ) costrinse un certo numero di cani da esperimento a portare le mutande di poliestere per un certo tempo per poi fargli analisi su analisi e discettare sulla minore fertilità degli stessi. Francamente mi auguro che non siano stati sacrificati per appurare una scemenza simile e che abbiano avuto l’occasione di mordere a sangue lo scienziato.