varicoceleVorrei fare due dediche in questo blog: a tutti quelli pensano male di noi di Medicitalia, ai colleghi (tutti o quasi di Medicitalia) che ancora una volta hanno collaborato, e con cui abbiamo portato avanti questa ricerca i cui risultati sono stati pubblicati a livello internazionale su Urology Annals.

Ecco i colleghi in ordine alfabetico: Giovanni BerettaGiulio BiagiottiRoberto MallusCarlo MarettiEdoardo Pescatori, Gianni Paulis. Oltre a me.

A proposito mi sono permesso di rubare una immagine a Raffaele Prudenzano che molto bene illustra l'aspetto ecografico del varicocele.

 

La ricerca in oggetto riguarda uno degli argomenti più dibattuti della andrologia: il varicocele e la fertilità maschile.

Il varicocele è associato in 1/3 dei casi a alterazioni della fertilità maschile, e in circa il 60%-70% dei casi la fertilità viene ristabilita con chirurgia. 

 

Mi era arrivato in ambulatorio un paziente operato anni prima di varicocele, che aveva avuto miglioramento spermiografico e aveva indotto gravidanza. Il motivo della consultazione era infertilità, peggioramento spermiografico con ritorno ai livelli pre-intervento in assenza di recidive di varicocele o di altri guai testicolari o meno.

Tale reperto è comune quando si operano di varicocele pazienti azoospermici (dopo un iniziale miglioramento tornano ad essere azoospermici), ma nulla del genere era stato mai segnalato in altri casi di alterazioni spermiografiche meno gravi della azoospermia associate a varicocele.

Immaginando che fosse qualche cosa di raro ho cominciato ad interpellare vari colleghi se avessero avuto esperienze analoghe a questa mia. Alcuni hanno aderito. L' unione fa la forza e con la pazienza di Giobbe siamo risaliti indietro nel tempo fino a 12 anni fa, quando sono stati adottati da tu tutti noi canoni univoci per la valutazione del varicocele e della alterazioni della fertilità eventualmente connesse.

 

Sono in effetti emerse tre popolazioni di pazienti dopo chirurgia:

Gruppo1
Pazienti cui lo spermiogramma non era modificato, ma che comunque non riuscivano ad indurre gravidanza.

Gruppo 2
Pazienti cui lo spermiogramnma era migliorato e che avevano preservato la capacità di indurre gravidanza.

Gruppo 3
Pazienti cui lo spermiogramma era tornato ai livelli preintervento con perdita della capacità di indurre gravidanza dopo un iniziale miglioramento e recupero della fertilità spontanea.

L'infertilità del gruppo 1 sembra legato ad un aumento della età della partner femminile oltre i 38 anni.

Non sappiamo, nè siamo stati in grado di definire perché alcuni pazienti conservano fertilità e livelli spermatici a distanza dell' intervento (Gruppo 2) mentre altri li perdono dopo un iniziale miglioramento (Gruppo 3). Difatti fra i due gruppi di pazienti (n.2 e n.3) non si sono rilevate differenze cliniche o di analisi di laboratorio.

L'unica cosa che siamo stai in grado di appurare è che l'eventuale miglioramento dei parametri spermatici post chirurgia di varicocele non è definitivo in alcuni casi.

Quanto numerosi siano, non lo sappiamo, difatti abbiamo impostato una ricerca retrospettiva che per sua stessa natura è caratterizzata da una perdita di notizie è molto elevata: da più di 3000 pazienti con varicocele ed alterazioni della fertilità - fra pazienti irrintracciabili e pazienti che non rientravano nei requisiti per essere studiati - siamo risusciti ad avere solo 15 pazienti del gruppo 1, 13 pazienti nel gruppo 2 e 12 pazienti nel gruppo 3.

Troppo pochi per avere una idea delle dimensione della popolazione che essi rappresentano. D'altra parte una ricerca prospettica avrebbe richiesto per lo meno 10 anni. 

Siamo tutti ben consci che le notizie sono abbstanza vaghe, ma le ricadute pratiche sono ovvie ed immediate: i pazienti vanno monitorizzati dopo intervento, ogni 3-5 anni, mentre a tutt'oggi i pazienti vengono dimessi dai controlli se raggiungono la normalità spermiografica.

 

Bibliografia

Subsequent impaired fertility (with or without sperm worsening) in men who had fathered children after a left varicicelectomy: a novel population?
Cavallini G., Beretta G., Biagiotti G., Mallus R., Maretti C., Pescatori E., Paulis G. - Urol Ann 2015: 7; 79-85.