Fino ad oggi si erano ricevute solo notizie allarmanti e drammatiche riferite al consumo frequente ed abituale di pornovideo; questa notizia, nella storia clinica di un uomo, era considerata un fattore capace di alterare la normale risposta sessuale, in particolare nel maschio molti medici e psicologici avevano osservato la comparsa di alcuni problemi all’erezione.

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A questa prospettiva, tutta negativa, una ricerca, condotta presso l’University of California di Los Angeles (UCLA) e della Concordia University e pubblicata in questi giorni sulla rivista Sexual Medicine, sembrerebbe dare delle indicazioni completamente diverse arrivando a sostenere che il consumo di materiale pornografico, non solo non scatenerebbe problemi erettivi, ma addirittura, aumenterebbe il desiderio sessuale.

Per arrivare a questa conclusione, originale e diversa, sono stati studiati 280 uomini mettendo in relazione il loro consumo settimanale di pornovideo con il punteggio ottenuto attraverso un questionario, accettato in tutto il mondo andro-urologico, che valuta l’erezione maschile, e cioè l’International Index of Erectile Function.

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I risultati così raccolti, fatte tutte le dovute analisi, correlazioni e comparazioni dei dati clinici ottenuti, sarebbero controcorrente; oltre a non riscontrare alcuna correlazione tra “porno dipendenza” e deficit dell’erezione, hanno rilevato che i maschi, che facevano più uso di materiale pornografico, mostravano meno problematiche nella sfera del desiderio e avevano più facili livelli di “eccitazione”.

Qui lo scontro tra psicologici e sessuologici, su una problematica ancora controversa, sembra acuto e, mentre da una parte si parla di “desensibilizzazione” con relativa diminuzione del desiderio sessuale e deficit dell’erezione per chi fa uso di filmati pornografici, dall’altra si dice il contrario e si arriva ad affermare che non ci sono problemi e ad accusare poi la controparte di esagerare nell'ipertrofizzare alcuni aspetti negativi, legati alla pornografia, dove è più probabile che la disfunzione erettiva sia invece legata ad altre problematiche, come ad esempio l’ansia da prestazione o l’uso non corretto di alimenti o di particolari sostanze o problemi clinici più seri, come le problematiche cardiovascolari ed altro ancora.

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Si rischia, così facendo, di creare, su basi non realistiche, una nuova patologia ed affermare, in modo assoluto e categorico, che la pornografia è un fattore capace di scatenare un disturbo dell’erezione non aiuta i medici, ma soprattutto gli interessati, a capire la causa vera del loro problema sessuale.

Quest’ultima considerazione clinica deve essere ben valutata e tenuta presente.

 

Fonte:

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/sm2.58/full

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/news/neurologia/4764-troppa-pornografia-far-cervello.html