Com’è risaputo dietro un grande uomo c’è una grande donna.

Il ruolo della donna è anche importante per salvaguardare la salute dell’uomo compresa quella sessuale come è emerso dallo studio SATISfacts global Survey che ha preso in considerazione 250 uomini di varie nazionalità (Italia, Germania, Canada, Brasile) di età compresa fra i 18 ed i 75 anni.

La donna in genere è molto più attenta alla propria salute, alla cura della persona, a eseguire i controlli così come consigliato per ogni fascia di età rispettando le scadenze. L’uomo invece è un po’ più trascurato e spesso una visita medica è eseguita solo in condizioni estreme e spesso costretto dalla propria partner. Quest’ultimo aspetto è molto più accentuato se il problema riguarda la sfera sessuale.

Di recente sono stato invitato dalla Federanziani a parlare di sessualità nell’uomo e sorprendentemente mi sono trovato di fronte ad una platea costituita dal 95% da donne, il che non ha fatto che avvalorare il concetto sopra esposto.

Fino ad ora l’attività sessuale si pensava fosse una prerogativa dei giovani, ma un’attenta analisi ha dimostrato che circa il 30% dei maschi rimane sessualmente attivo dopo i 70 anni determinando un benessere psico-fisico maggiore rispetto agli individui della stessa età, il che ha suscitato molto interesse nella comunità scientifica.

L’incidenza di disfunzione erettile com’è facile presumere è direttamente proporzionale all’età avendo un’elevata incidenza nell’anziano. Dall’analisi della soddisfazione generale del rapporto di coppia è risultato che in qualsiasi fascia di età il 50% degli uomini sono soddisfatti della relazione con la propria partner solo nei casi in cui l’attività sessuale è soddisfacente. Il 15% degli intervistati infatti aveva una attività sessuale almeno una volta a settimana, invece nel restante 85% rimaneva un desiderio insoddisfattoIn pratica l’uomo incentra la propria relazione amorosa sull’attività sessuale e sull’attrazione fisica.

La donna invece non ha un singolo fattore determinante ed ha una visione più globale della relazione di coppia andando alla ricerca o cercando di forgiare un “maschio perfetto”: marito cortese, premuroso, puntuale, che ricorda le ricorrenze, uomo di successo nel lavoro, padre affettuoso, amante efficiente.

Più elementi ci sono maggiore è l’indice di soddisfazione della donna.

Negli ultimi anni le dinamiche di coppia si sono modificate con inversione dei rapporti di potere, tanto che 1/3 degli intervistati ritenevano che la donna avesse assunto un ruolo dominante e questo non ha fatto altro che incrementare l’incidenza della disfunzione erettile specie fra i più giovani che si sentivano privati di tale ruolo, fondamentale a mantenere una propria identità maschile.

 

Gli uomini sposati si sentivano sotto pressione da mogli troppo esigenti nel pretendere la perfezione.

Nei maschi single specie se di bella presenza con relazioni occasionali la pressione e lo stress erano generati dal dover dimostrare in ogni nuova occasione le proprie abilità sessuali. Con il tempo tali relazioni si associavano ad un rapporto sessuale insoddisfacente ed indesiderato. Il loro principale interesse a questo punto si riversava nella carriera e nel lavoro. 

La raggiunta di posizione di successo nella carriera lavorativa della donna agisce negativamente nel rapporto di coppia potendo determinare l’insorgenza di disfunzione erettile (DE) soprattutto nel caso in cui l’uomo è sottoposto ad ulteriori stress esterni alla coppia (dover badare ai figli, perdita del lavoro ecc.) 

Altro elemento di negatività nella coppia è l’infertilità specie quando la coppia è costretta ad avere rapporti sessuali programmati in funzione del concepimento spesso avuti in momenti della giornata in cui il desiderio sessuale è completamente assente. Inevitabilmente in tali situazioni viene a determinarsi l’insorgenza di disfunzione erettile (3). 

Se subentra il problema della DE la coppia ed in particolare l’uomo spesso non trova il coraggio di parlarne con il proprio medico in quanto già ferito nell’orgoglio maschile. Tale situazione crea un forte imbarazzo ad esporre il problema oltre al pensiero di ingenerare imbarazzo nel medico specie se di sesso femminile. Questo non fa altro che peggiorare e reiterare il problema con insoddisfazione della coppia. Si vengono a generare in tal modo meccanismi psicologici anomali: evitamento dell’intimità, ansia da prestazione, vergogna, rabbia, malintesi, gelosia (la donna pensa ingiustificatamente che il marito abbia un’amante ma non ne parla sentendosi meno attraente), frustrazione, reazioni inadeguate con attacchi d’ira che portano ad un frequente litigio per sciocchezze. In casi estremi si giunge alla manifestazione di sintomi tipici della depressione. Questa situazione non fa altro che minare la relazione di coppia anche di quelle più consolidate.

Gestire la disfunzione erettile non è difficile solo per l'uomo, ma anche per la sua compagna.

È difficile per una donna comprendere come la percezione della propria virilità, per un uomo, sia intimamente connessa alla propria identità di uomo. È di fondamentale importanza che la donna comprenda l'entità del disagio che un problema di erezione può provocare nel partner. 

 Quando insorgono difficoltà nella vita sessuale di una coppia è più spesso la donna a parlarne, a informarsi e a mobilitarsi per risolvere i problemi che possono turbare la vita di relazione di entrambi i partner

L’intervento dell’andrologo è indispensabile per interrompere tale circolo vizioso cercando di far emergere il problema cogliendo gli indizi (“clue” come definito dagli anglosassoni) considerato che la coppia od il singolo si rivolge dal medico lamentando altri sintomi, sperando che “capiti il discorso" riguardante la sfera sessuale, spesso fatto emergere al momento di varcare la soglia dell’uscio dello studio medico. 

La cura della disfunzione erettile quindi, non deve essere vista come una medicalizzazione di una patologia, ma come una iniezione di fiducia somministrata all’uomo che indirettamente determinerà un miglioramento:

-della vita di relazione

-dell’autostima

-del benessere fisico

-dei livelli di testosterone

 

 

Source

1)   Relazione presentata alla Federanziani il 17/04/2015 ad Adelfia (Bari)

2)   SATISfacts Global Survey. Bayer Healt care. Data on file 2011

3)   Curare l’infertilità ai tempi dell’eterologa. Workshop sulla PMA. Bari 10-11 aprile 2015