Potrebbe sembrare la solita "bufala" ma a presentare il primo pene robotico, per di più “made in Italy”, sono apparentemente tre dottorandi di una prestigiosa istituzione scientifica italiana e cioè la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

La presentazione del progetto è avvenuta in questi giorni all’interno del Corso in High-tech Business Venturing, iniziativa culturale ideata come tentativo di collegare direttamente la ricerca scientifica italiana ad alcune realtà e prospettive imprenditoriali.

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Questo pene “artificiale”, molto sofisticato, avrebbe il suo punto di partenza da tutti gli strumenti tecnici, forniti dalla biorobotica, che potrebbero permettere di dotare la nuova protesi in questione di un sistema di “sensorializzazione”  meccanico, capace di simulare un’erezione “naturale”, attivata addirittura del nostro cervello. 

Insomma non una protesi meccanica o idraulica, come quelle attualmente in commercio, ma un dispositivo attivato dalle nostre percezioni somato-sensitive o addirittura viscero-viscerali e capace di recuperare così la percezione generale del piacere

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Insomma l’obbiettivo finale è quello di imitare o avvicinarsi il più possibile a quello che capita fisiologicamente quando un uomo vuole avere un'erezione ed un rapporto sessuale di tipo penetrativo.

“Vogliamo rendere”, hanno raccontato all'ANSA i nostri dottorandi, “il funzionamento della protesi peniena il più vicino possibile rispetto a quello dell’organo naturale. La possibilità di controllare la protesi tramite il pensiero e gli stimoli nervosi, garantirebbe alla persona, che la ‘indossa’, il piacere sessuale…”

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Naturalmente tutti gli andrologi, che praticano questo tipo di chirurgia, sanno quale importanza potrebbe avere una tale soluzione al problema "protesi del pene"; pensiamo a tutti i pazienti con problemi oncologici o con disturbo di genere ma anche a chi ha un problema ad avere una fisiologica erezione causato da un disturbo di natura vascolare o dismetabolica.

Bene, se la notizia è vera, aspettiamo ora che dalla teoria si passi alla pratica e che sia messo a nostra disposizione al più presto un dispositivo medico di tale complessa fattura.

 

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