Questa è la notizia data, con il giusto clamore mediatico, a Riccione all’88° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia (S.I.U.) appena conclusosi.

Naturalmente tutti gli opinion leader dell’urologia nazionale si sono scatenati nel presentare questa novità, almeno sul nostro territorio nazionale, ed alcune indicazioni e studi, condotti in altri paesi europei e non, ci indicherebbero forse alcune prospettive positive.

Tutto deve essere naturalmente ancora verificato sul campo, dopo un reale e mirato utilizzo clinico del prodotto qui presentato.

Fino ad ora comunque pomate, creme o microsupposte, inserite nell’uretra, purtroppo non hanno sortito risultati eclatanti, non sono state ben accettate dai pazienti e praticamente è ad oggi una strategia terapeutica scomparsa, soprattutto perché non si sono avute risposte sicure e valide rigidità quando era presente un problema erettivo.

 

La ragione di tutto ciò è sostanzialmente legata al fatto che la tunica albuginea, cioè la struttura connettivale che circonda i corpi cavernosi del pene e che ne garantisce la sua rigidità, non si fa attraversare da alcuna crema o pomata fino ad ora in commercio. 

La novità della crema, messa ora in vendita anche in Italia, non starebbe infatti nel principio attivo che è l’arcinota Prostaglandina E1 (vasodilatatore periferico, conosciuto anche con il nome di Alprostadil) ma il suo carrier, cioè il "mezzo di trasporto", che sarebbe capace di far passare questo vasodilatatore senza dover bucare con un ago l’albuginea.

 
Formula chimica del DDAIP 

 

Questo “trasportatore” si chiama DDAIP (un estere del Dodecil 2-N,N- dimetilamino-propionato) anch’esso già noto come prodotto ad uso topico in dermatologia e come capace di aumentare la penetrazione, cioè l’assorbimento di prodotti farmacologici che devono essere veicolati attraverso la cute.

Questo trasportatore sarà veramente capace anche di superare l’albuginea?

La casa farmaceutica, che ha commercializzato questo “nuovo” farmaco topico, parla di un’azione rapida del prodotto, tra i cinque e i trenta minuti dopo la sua applicazione, e il suo effetto “positivo” dovrebbe permanere per più di un’ora.

Se vero, in un futuro prossimo venturo, potrebbe forse questo prodotto costituire un'altra reale alternativa al trattamento di alcune problematiche erettive, su base vascolare, che oggi vengono risolte con l’uso di farmaci orali o di iniezioni, sempre di Prostaglandina E1, all’interno dei corpi cavernosi.

 
Formula chimica della Prostaglandina E1

 

Visti comunque gli insuccessi che hanno generalmente caratterizzato i precedenti preparati ad uso topico (creme, pomate ed altro) in campo andrologico ed urologico, lo scetticismo clinico sull’utilizzo anche di questo nuovo preparato “topico” serpeggia tra gli addetti ai lavori.

 

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