Sapevamo che Ftalati e Bisfenolo, endocrine disruptors che inquinano le acque, non erano proprio amici degli spermatozoi. Quello che non sapevamo era come ci arrivano.

Gli Ftalati li troviamo in particolare nelle plastiche e i Bisfenoli sono invece presenti nei ritardanti della combustione. Mancava un tassello alla questione, ovvero come fanno queste sostanze a trasferirsi da dentro casa alle acque di laghi e fiumi.

Ricercatori dell’Università di Toronto sembra abbiano sciolto il busillis. Costoro hanno immaginato che esistesse un veicolo diverso dal lanciare una busta di plastica in acqua piuttosto che nella spazzatura e si sono messi al lavoro.

Fatta una serie di complessi esperimenti hanno dimostrato che i tessuti di cui sono fatti la maggior parte dei vestiti che indossiamo, il cotone e il poliestere, raccolgono, dal contatto con la plastica, gli ftalati. Per i Bisfenoli, invece, hanno ipotizzato prima e dimostrato che vengono raccolti per esempio dal tessuto dei divani e delle poltrone che sono trattati con tali sostanze onde evitare che prendano fuoco con troppa facilità.

Camicie, felpe, mutande e pantaloni vengono, poi, in ogni casa che si rispetti, lavati in lavatrice. Il pericoloso elettrodomestico provvede quindi all’estrazione delle nocive sostanze e le manda giù per lo scarico. E’ pur vero che in molti paesi civili le acque, prima di essere riportate nell’ambiente, vengono trattate e ripulite tuttavia non sembra che ci sia modo di filtrare Ftalati & C. che poi si danno da fare e pare siano almeno in parte responsabili della costante diminuzione del numero medio di spermatozoi non solo nell’uomo ma anche nei cani e altri animali.

Pare, anche a giudicare dai valori normali minimi della concentrazione di spermatozoi aggiornati ogni 5-6 anni al ribasso, che la cosa vada avanti almeno dal secondo dopoguerra.

L’articolo scientifico, ammetto, è bello e ben eseguito nonché pubblicato su American Chemical Society journal Environmental Science & Technology, aggiunge un tassello interessante su come riusciamo a far fuori l’ambiente. Quello che i ricercatori non dicono è che le lavatrici mollano nelle acque reflue anche una certa quantità di tensioattivi presenti nei detersivi che non sembrano essere da meno come inquinanti.