Questa è la correlazione confermata all’ultimo Congresso dell’European Society of Cardiology , svoltosi recentemente a Roma, da un gruppo di medici dell'Hippokration General Hospital di Atene.

Già sappiamo che il 31% degli uomini con ipertensione arteriosa può lamentare un problema ad avere un’adeguata rigidità e che chi presenta una disfunzione erettile ha un rischio più alto di circa l’80% di patologie coronariche.

 

                      

 

Lo studio in questione ha valutato156 pazienti in terapia antiipertensiva e 47 uomini con disturbi dell’erezione, non in trattamento, come gruppo di controllo; entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad un'indagine vascolare delle arterie del pene tramite ecocolordoppler dinamico, con uso di prostaglandine E1 e successivo studio del picco delle relative velocità sistoliche per valutare l’eventuale presenza e la relativa gravità di un problema vascolare a livello dei corpi cavernosi.

A questo punto sono stati studiati gli effetti di ogni classe di medicinali presi dai pazienti, sia quelli trattati con monoterapia sia quelli che prendevano due farmaci in contemporanea, valutando i picchi di velocità sistolica che si avevano; un picco basso segnalava una possibile compromissione del flusso nelle arterie del pene e quindi una eventuale disfunzione dell’erezione più o meno severa.

 

       

 

In estrema sintesi i risultati di questo lavoro hanno dimostrato che nei pazienti, sottoposti a terapie antiipertensive, i valori di picco della velocità sistolica erano inferiori e, in particolare, chi riceveva un betabloccante o un calcioantagonista aveva valori significativamente più bassi rispetto a chi assumeva un ACE-inbitore o un inibitore del recettori dell’angiotensina II.

L’impatto negativo sul picco sistolico delle arterie del pene era ancora maggiore se il paziente assumeva in combinazione anche un diuretico.

 

                     

 

Questi sono dati in parte ancora da confermare ma il complesso lavoro in questione appare di non secondaria importanza perché è il primo che prende in considerazione il paziente iperteso che assume più farmaci e, in questi casi, conoscere l’effetto delle differenti combinazioni non è un fattore secondario per capire un eventuale problema sessuale.

Bisogna qui ricordare poi che l’ipertensione è un problema clinico molto diffuso e oggi sembra interessare anche fasce di uomini giovani e adulti la cui qualità generale di vita dipende in buona misura anche da una fisiologica e normale risposta sessuale.

 

Fonte:

http://www.anmco.it/pages/congressi-e-formazione/congressi/congresso-nazionale

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html

http://www.medicitalia.it/salute/andrologia/111-disfunzione-erettile.html