Chiariamo subito un concetto per la pari opportunità di genere, anche le madri non sono da meno e non escluse dal problema.

Un gruppo di ricerca Australiano ha, con ottima approssimazione, dimostrato sul modello animale una cosa abbastanza curiosa.

La storia parte da lontano, ovvero alla carestia di cibo sofferta in Europa appena dopo la Seconda Guerra Mondiale, in particolare in Olanda.

Le generazioni successive alla carestia hanno avuto un incremento di malattie cardiovascolari e di Diabete tipo II di non poco conto. Ovviamente non appariva chiaro il meccanismo col quale tale fenomeno si realizzasse.

Ebbene, ricreate le stesse situazioni nei topi da laboratorio, sono venute fuori delle osservazioni come minimo interessanti.

Il Topo Nonno affamato, ma anche la femmina se gravida e affamata, trasmettono o forse creano alla progenie un’alterazione metabolica che, alla fine, si traduce in minore fertilità dei topi nipoti. Parrebbe che alla base della cosa ci sia lo stress ossidativo dello sperma, tanto che supplementando con antiossidanti i topi Nonni e Padri affamati, il fenomeno si limita e sparisce.

La cosa che mi ha colpito poiché, a un dato punto della discussione sui risultati, gli autori affermano che tale alterazione è indipendente dai valori trovati e confrontati sul liquido seminale che non sembrano soffrire variazioni negative. A prima vista. Andando a scavare, i ricercatori hanno appurato che gli affamati roditori avevano valori dello spermiogramma normali e alterazioni consistenti della capacità antiossidante. Difatti gli spermatozoi supplementati non presentavano tale anomalia e i topi nipoti stavano benone.

Chiedendo venia agli autori dell’esperimento per l’estrema semplificazione che ho utilizzato nell’esporre il lavoro, mi preme sottolineare che ciò aggiunge un tassello abbastanza importante all’andrologia clinica.

E’ ora di piantarla di attaccarsi ai numeri dello spermiogramma come se fossero le vaticinazioni di un Oracolo e affidarsi a valutazioni anamnestiche e cliniche nonché di laboratorio di secondo livello che sono ben più utili in mano allo specialista.

http://www.nature.com/articles/srep27010#ref31