Questo è quanto emergerebbe da un’analisi, condotta da alcuni ricercatori italiani su circa duemila pazienti, arruolati in cinque diverse sperimentazioni cliniche randomizzate e controllate, e presentata in questi giorni a Roma al XXII° Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità .

La ricerca ha dimostrato che il particolare profilo farmacologico di questa molecola permette di avere valide risposte cliniche, intese come miglioramento della rigidità dei corpi cavernosi del pene, legate però anche ad una maggiore tollerabilità rispetto ai ben noti principi di prima generazione della stessa classe come il Sildenafil (Viagra), il Tadalafil (Cialis) e il Vardenafil (Levitra).

 

                    

 

Questo aspetto dell'Avanafil (Spedra) sembra essere decisivo nell’evitare il frequente abbandono della terapia, che può interessare, nell’arco di un anno dall’inizio della terapia, il 60-70 % dei pazienti con disfunzione erettile.

L’Avanafil sembra avere la stessa efficacia ma parrebbe assicurare un minor carico di effetti collaterali come: cefalea, congestione nasale, vampate, disturbi visivi, mal di schiena anche ai dosaggi più alti. Molti uomini cessano il trattamento con questa classe di farmaci perché non riescono a tollerare gli effetti collaterali, ma il continuare questo tipo di terapie è fondamentale, in molti casi. per risolvere definitivamente il problema sessuale.

La riduzione degli effetti collaterali dell'Avanafil sembrerebbe dipendere dalle caratteristiche peculiari del farmaco che lo renderebbero più selettivo rispetto ai precedenti medicinali “classici pro-erezione” e quindi anche capace di ridurre le probabilità di interazioni con altri farmaci.

Resta comunque categorico, anche per questo principio attivo, il divieto di prenderlo in contemporanea con tutti i farmaci della classe dei nitrati, usati ad esempio in presenza di un’angina pectoris.

Questa mancanza di interazioni negative con altre strategie farmacologiche eliminerebbe la necessità di aggiustare il dosaggio di altri farmaci quando si hanno uomini con ipertensione arteriosa, diabete, insufficienza renale.

 

           

 

Un’altra osservazione positiva, che sembrerebbe emergere dallo studio italiano, è legata alla farmacocinetica dell’Avanafil, cioè la sua modalità rapida di azione; il farmaco agisce più rapidamente, liberando il nostro uomo dalla necessità di pianificare il rapporto rendendolo così più spontaneo.

Questo sembrerebbe un problema molto sentito dato che quattro uomini su dieci ritengono come farmaco ideale, in presenza di un problema di erezione, quello che riesce ad essere attivo almeno entro venti minuti dalla sua assunzione.

 

Fonte:

http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1517/14740338.2016.1130126?src=recsys

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html