Questa pericolosa relazione era stata ventilata da alcuni studi, pubblicati in questi ultimi anni, ma ora una poderosa meta-analisi, pubblicata in Open Access sul “Journal of the National Cancer Institute” da un gruppo di ricercatori nordamericani, a cui si sono aggiunti anche due andrologi italiani dell’Università San Raffaele di Milano, tra questi vi è pure l’amico Andrea Solonia, sembrerebbe smentire questa prima impressione clinica tra l'assunzione di Sildenafil, farmaco più noto come Viagra, e questo terribile tumore della pelle.

 

    

 

I ricercatori del New York University Langone Medical Center hanno ora rivalutato e riconsiderato cinque importanti studi, pubblicati tra 2014 e il 2016, su questa problematica, con la valutazione di ben 866.049 uomini che utilizzavano il Sildenafil, l'analisi ha verificato che di questi 41.874 hanno avuto, durante l’assunzione del farmaco a vari dosaggi, una diagnosi di melanoma.

I ricercatori hanno, a questo punto, sì osservato un rialzo complessivo del rischio nei maschi che utilizzano il farmaco ma, se vi è un rapporto causa-effetto, questo non è legato ad un rischio diretto o superiore di ammalarsi, ad esempio non si è avuto un aumento nell’insorgenza di un melanoma in chi è un forte consumatore del Sildenafil rispetto a chi ne assume piccole quantità, così pure l’aggressività dei tumori riscontrati non ha alcun collegamento con le dosi di farmaco consumate.

 

    

 

A questo punto l’ipotesi “epidemiologica” più probabile è che questa relazione “pericolosa” sia dovuta semplicemente al fatto che gli uomini, che assumono questi farmaci per risolvere i loro problemi erettivi, siano anche persone più attente alla propria salute in generale e quindi si sottopongono più frequentemente e senza particolari problemi a visite di controllo e tutto questo naturalmente aumenta la possibilità di una eventuale precoce diagnosi di melanoma rispetto ai maschi che non fanno tali terapie andrologiche.

Infatti, chi utilizza normalmente il Viagra sembra, quando il problema compare, avere comunque minori probabilità di incorrere in una forma aggressiva di tale tumore della cute.

 

Fonte:

https://academic.oup.com/jnci/article-lookup/doi/10.1093/jnci/djx086

Altre informazioni:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24710960

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27178449