La correlazione tra queste diverse patologie sembrerebbe emergere da una nuova e ponderosa ricerca epidemiologica, condotta da alcuni ricercatori della Stanford School of Medicine in California ed ora pubblicata su “onlinelibrary first in Andrology”.

Gli autori del lavoro hanno sviluppato il loro studio utilizzando il database del Truven Health Market Scan® e, analizzando tutti i dati qui inseriti dal 2001 al 2009, hanno in questo modo individuato 4.459 uomini in età fertile che presentavano un varicocele; a questo punto sono stati messi a confronto con i circa 100 mila controlli costituiti da: 22 mila uomini senza varicocele, visti per un problema di fertilità, e 78 mila maschi che avevano subito una vasectomia.

 

    

 

Su queste popolazioni si sono analizzati poi tutti i codici specifici assicurativi, comparsi e serviti per studiare nel tempo l’eventuale presenza di altre patologie, come vasculopatie, malattie cardiovascolari e dismetabolie.

Il varicocele ha un’incidenza elevata tra la popolazione maschile, circa del 15-20%; negli Stati Uniti d’America si può ipotizzare che ci siano circa diciassette milioni di uomini con questo problema anatomico.

Nella ricerca considerata venivano distinti poi due sottogruppi; chi aveva un varicocele sintomatico, cioè con dolore e/o con problemi di fertilità, e chi aveva invece un varicocele asintomatico, cioè senza alcun problema clinico.

In estrema sintesi la ricerca avrebbe portato a questi risultati, tutti ancora da ben ponderare, che ci indicherebbero il portatore di un varicocele clinico, sintomatico, come un soggetto con una maggiore incidenza futura di vasculopatie e cardiopatie, nell’ordine del 22% in più rispetto ai maschi senza varicocele e che hanno avuto una consulenza solo per problemi d’infertilità e del 32% in più rispetto agli uomini che hanno fatto una vasectomia, sempre senza varicocele.

 

     

 

Ancora, in presenza di un varicocele sintomatico sembrerebbe aumentato anche il rischio di dismetabolie, come il diabete mellito, 73% in più, o di una dislipidemia, 15% in più rispetto ai controlli costituiti dai vasectomizzati.

Sino ad oggi era sicuramente frequente osservare, quando c’era un varicocele, un ipogonadismo o dei marcatori, legati allo stress ossidativo, particolarmente mossi ma non le correlazioni negative che questa ricerca ci indicherebbe.

L’ipotesi postulata dai nostri ricercatori è che con una certa frequenza un varicocele può associarsi ad una riduzione della presenza di androgeni nel sangue e questo dato può essere a sua volta un fattore di rischio per l’insorgenza sia di una cardiopatia che di alcuni problemi dismetabolici.

 

    

 

Questi primi dati possono ora essere considerati una base per ulteriori e più precisi studi per arrivare a comprendere se veramente un varicocele sia un problema clinico da seguire e monitorare e comunque tale da essere capace di causare altri problemi clinici più importanti a distanza.

Si potrà, a questo punto, considerare forse la presenza di un varicocele clinico sintomatico come un indicatore prognostico non positivo della salute futura di un uomo e consigliare un intervento di varicocelectomia potrebbe quindi avere anche un’altra prospettiva clinica.

 

Fonte:

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/andr.12437/abstract;jsessionid=8F80E3C4BE04EA1582A5357F5BBDC108.f04t04

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/news/andrologia/7199-infertilita-maschile-varicocele.html

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/388-varicocele-fare-problemi.html