Caso Policlinico di Tor Vergata: NO a processo sui media

Le dichiarazioni di Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC   

Non era mia intenzione intervenire su un caso tanto delicato quanto tragico come quello della morte della bimba nel Policlinico Tor Vergata di Roma, ma ritengo che durante il processo in diretta mediatica, celebratosi anche attraverso le dichiarazioni del Direttore Generale del Policlinico nel corso di una nota trasmissione televisiva, sia doveroso intervenire come medico e come Presidente AAROI-EMAC. (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani)

Non credo di dover entrare nel merito dei fatti relativi ad una vicenda tristissima, per la quale si dovrà fare chiarezza nelle sedi opportune e non certo attraverso i media, né è mia intenzione dare giudizi a difesa o contro l’operato dei colleghi coinvolti.

E’ però inevitabile, di fronte a quanto si sta sviluppando come un vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti dell’anestesista rianimatore coinvolto, a quanto apprendo già sospeso dal servizio, come qualcuno si è premurato a precisare in un non dichiarato ma palese intento di soddisfare la sete di giustizialismo, una presa di posizione chiara ed inequivocabile.

Come tale è da intendersi la richiesta, rivolta a tutti coloro che di tale linciaggio si stanno rendendo partecipi, di smettere immediatamente le loro aggressioni, in attesa che l’inchiesta venga conclusa, per evitare la diffusione di un malanimo giustizialista proteso a criminalizzare i medici e a dare della sanità un’immagine completamente errata.

L’informazione e tutto il lavoro svolto dai media sono elementi fondanti della nostra civiltà e della nostra democrazia, e sono preziosi per tutti, ma deve essere chiaro che se e allorquando diventano giudizi di colpevolezza, prima ancora che eventuali responsabilità siano state accertate dalla magistratura, ci feriscono irresponsabilmente, e soprattutto non ci consentono di lavorare con la dovuta serenità, generando un malanimo sempre più incontrollabile contro i medici di una Sanità accusata di essere una malasanità spesso a sproposito, come poi viene in molti casi accertato dalla Magistratura.

Nel momento in cui veniamo a conoscenza di tragedie come quella del Policlinico di Tor Vergata siamo tutti coinvolti, come medici e come cittadini, perché ogni giorno siamo in prima linea per salvare vite umane e non certo per uccidere, e perché il dolore dei nostri pazienti e delle loro famiglie è anche il nostro, ma proprio per questi motivi non accettiamo che alcuno sia messo alla gogna prima ancora che la giustizia abbia fatto il suo corso.