Dove sta andando la chirurgia?

I progressi tecnologici sono sempre più rapidi e le innovazioni praticamente quotidiane.

Nello stesso tempo la comunità scientifica si interroga sul senso e sulla correttezza di ciò che sta accadendo perchè è evidente che non tutto quello che si può fare è necessariamente meglio in termini di beneficio per il paziente di cio’ che si è fatto fino ad ora.

Un esempio lampante è la cosiddetta appendicectomia transgastrica ovvero la possibilità di eseguire l’appendicectomia mediante una sonda introdotta nello stomaco (un po’ come succede quando si fa una gastroscopia) che poi perfora la parete dello stomaco per accedere alla cavità peritoneale e, con l’aiuto di uno strumento introdotto per la oramai classica via laparoscopica, permette di rimuovere ed estrarre l’appendice.

Lavori sperimentali ed aneddotici erano già comparsi in Letteratura, ma ora l’ultimo numero della prestigiosa ed autorevole rivista ‘British Journal of Surgery’ pubblica l’esperienza di un gruppo di chirurghi tedeschi dell’Università di Mannheim che hanno operato in questo modo 15 pazienti.

La tecnica è stata proposta a 111 pazienti selezionati ed osservati per appendicite acuta e 15 di loro , adeguatamente informati, hanno acconsentito.

Tranne il primo caso dove è stato necessario eseguire una ‘classica’ appendicectomia laparoscopica, la procedura è stata portata a termine con successo nei restanti 14 pazienti e non sono state riferite complicanze maggiori ma in due casi è stato necessario re intervenire per eseguire una toilette peritoneale laparoscopica per la formazione di un ascesso.

La degenza ospedaliera media è stata 3 giorni, e l’intervento è durato da un minimo di 59 a un massimo di 150 minuti.

Sembra quindi dimostrata la fattibilità dalla procedura.

Il lavoro sta tuttavia generando una vivace discussione tra i chirurghi poichè appare evidente anche a non addetti ai lavori che, sostituire una procedura adeguata ed efficace come l’appendicectomia laparoscopica ( o tradizionale laparotomica) con una tecnica che richiede piu’ tempo, non apporta alcun vantaggio significativo al paziente se non la riduzione del numero degli accessi laparoscopici (irrilevante sul decorso), non riduce la degenza ed evidentemente non riduce le complicanze (due ascessi su 15 pazienti) a fronte di una perforazione dello stomaco indotta che poi viene suturata e apparentemente non ha causato problemi suscita piu’ di qualche perplessità.

Veramente tanti sarebbero gli aspetti tecnici, etici, economici e di varia natura da discutere e sarebbe fuori luogo in questo contesto.Quel che è certo è che l’innovazione tecnologica in medicina ed in particolare in chirurgia dovrebbe ‘darsi una regolata’ e notizie come questa, prima di venire diffuse e propagandate come novità stupefacenti dovrebbero venire ben analizzate dalla comunità scientifica che possiede gli strumenti per fornire un parere obiettivo e mettere nella giusta prospettiva ciò di cui si parla.

Per essere chiari, il commento di un noto e saggio chirurgo di fama internazionale alla lettura dell’articolo è stato: certo che è possibile far l’amore in piedi indossando una tuta da palombaro, non sono tuttavia del tutto convinto sia meglio’.

 

Fonte: B.J.S, Kaehler G. et al,2013,DOI: 10.1002/bjs.9115