Come noto il sistema sanitario statunitense è molto diverso dal nostro ed è basato su diverse assicurazioni che forniscono le cure necessarie.

In particolare, nel 2009 su un campione di 207838 lettere di dimissione relative a pazienti affetti da diverticolite acuta del colon, è emerso che il 37% dei pazienti aveva un’ assicurazione privata, il 49.3% era coperto da un sistema che si chiama Medicare, il 5.6% Medicaid ed il 5.8% non aveva alcuna assicurazione.

Medicare si rivolge alla popolazione ultrasessantacinquenne indipendentemente dal reddito mentre Medicaid è rivolto a fasce di popolazione a basso reddito.

Complessivamente, sempre nel 2009, ben il 16.7% della popolazione statunitense non aveva alcuna assicurazione.

Partendo da questi dati preliminari, sono appena stati pubblicati su Colorectal Diseases i risultati di una ricerca relativa al tipo di cure offerte ai pazienti affetti da diverticolite acuta in rapporto alla loro situazione assicurativa ed i risultati emersi sono, a mio modo di vedere, sconvolgenti.

La diverticolite del colon è una malattia in aumento dei paesi occidentali e nel 2006 ha causato 314000 ricoveri e 1.5 milioni di giorni di degenza complessiva negli Stati Uniti.

Il primo dato emerso dall’ analisi di questi pazienti trattati tra il 2006 ed il 2009 è che i pazienti ‘Medicare’ si sono presentati più frequentemente affetti da diverticolite complicata rispetto a quelli assicurati privatamente (23.8% rispetto a 15.1% rispettivamente complicati).Con complicata si intende associata a emorragia,occlusione,perforazione,ascesso o fistola.

Una volta uniformati i restanti parametri poi, è emerso che i pazienti ‘Medicare’ sono stati meno frequentemente sottoposti ad intervento chirurgico rispetto ai ‘privati’mentre i pazienti senza alcuna assicurazione sono stati più frequentemente sottoposti a procedure minori quali il drenaggio di eventuali raccolte ascessuali o il semplice confezionamento di una colostomia.

Infine, tutti i pazienti senza assicurazione privata hanno avuto una maggiore percentuale di mortalità ospedaliera rispetto agli altri gruppi.

Questo non è il primo studio che dimostra una disparità di trattamento e risultati in base allo status assicurativo negli Stati Uniti ed analoghe conclusioni sono state raggiunte per altre patologie.

Le considerazioni che si potrebbero fare sono tante e di diversa natura, in particolare relative all’ importanza della prevenzione e delle cure primarie.

Credo importante tuttavia sottolineare come, nel nostro SSN tanto criticato e problematico, lo stesso livello e qualità di cure ( e mi permetto di aggiungere ‘elevato’) è garantito ad ogni paziente indipendentemente da qualsiasi variabile discriminante per qualsiasi tipo di procedura, incluse quelle ad alto costo come ad esempio i trapianti d’organo o la chirurgia maggiore.

Certo è un sistema lontano dall’ essere perfetto, e giustamente da criticare quando merita di esserlo; tuttavia leggendo i risultati di questo ed altri lavori credo sia opportuno quanto meno riflettere e apprezzare ciò che a volte riteniamo scontato ed invece evidentemente, anche in paesi ritenuti invidiabili, scontato non è.

 

Mills A.M. et al, Colorectal diseases, 2012,15, 613-620