E' possibile, funziona e sembra essere efficace al pari di un analgesico tradizionale nel controllo del dolore. Anche perché l'ipnosi come analgesico durante operazioni chirurgiche è stata usata molto prima che i farmaci anestetici fossero scoperti. Lo sapeva bene il medico scozzese James Esdaile, che nel corso dell'Ottocento eseguì più di 300 interventi di chirurgia "sotto ipnosi". Poi è stata abbandonata, a vantaggio dei farmaci.

Ma ci sono anche persone che questi farmaci non li tollerano, come la paziente del Prof. Enrico Facco, che insegna anestesiologia all'Università di Padova e non disdegna l'ipnosi, anzi la sta studiando e applicando da tempo in diversi contesti clinici. A questa persona, che soffre di "sensibilità chimica multipla", cioè non può assumere farmaci di alcun genere, non restava che l'ipnosi per poter affrontare un intervento di asportazione chirurgica di un tumore della pelle alla gamba destra.

Dopo accurata preparazione della paziente con procedure di analgesia ipnotica e valutazione della sua "ipnotizzabilità" (notare che è risultata peraltro "mediamente ipnotizzabile"), le è stata impartita una suggestione specifica di "blocco epidurale" che ha consentito l'intervento in assoluta serenità, senza dolore e con una sensazione di benessere alla fine dell'operazione, durata una ventina di minuti.

"Questo caso mostra per la prima volta durante un intervento chirurgico una stabilità cardiovascolare indotta ipnoticamente, rendendo l'ipnosi un vero e proprio strumento analgesico: infatti è stato in grado di bloccare non solo la percezione del dolore ma anche lo stress chirurgico nell'insieme, rendendosi comparabile all'anestesia farmacologica tradizionale", spiegano gli Autori del case report pubblicato su Anaesthesia, ripreso oggi da BrainFactor, rivista critica di neuroscienze cognitive.

"Credo corretto tuttavia sottolineare che si tratta di un caso aneddotico, relativo ad una paziente affetta da una patologia minore della cute (un neo di un centimetro di diametro) per la quale è stata eseguita una procedura chirurgica elementare. La particolare sindrome della paziente per la quale era controindicato l'uso di anestetici è una condizione rarissima e la 'ipnotizzabilità' definita media. Al di fuori di questo contesto, l'anestesia 'tradizionale' resta la metodica di scelta in attesa di evidenze scientifiche più significative a favore dell'ipnosi", ha commentato la notizia il Dr. Andrea Favara.

Interessanti i filmati messi a disposizione dai medici di Padova, che mostrano le parti salienti della procedura di "preparazione " della paziente e dell'intervento chirurgico sotto ipnosi.

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