Un recente studio multicentrico olandese ha confermato che i bambini sottoposti all’asportazione di teratoma sacro-coccigeo possono presentare in età adulta disfunzioni sessuali.

Il teratoma sacro-coccigeo è il tumore a cellule germinali più frequente in epoca neonatale, con un’incidenza di 1 caso ogni 35.000-40.000 nati e con un rapporto femmine:maschi di 4:1. Il trattamento è esclusivamente chirurgico e consiste nell’asportazione della massa e del coccige per ridurre il rischio di recidive. Nel 90% dei casi il tumore sacro-coccigeo è benigno, ma necessita di essere asportato precocemente per evitare il rischio di trasformazione maligna o di complicanze emorragiche. In letteratura sono riportate sequele funzionali a seguito dell’asportazione chirurgica, in particolare disturbi alla defecazione e alla minzione secondari sia all’effetto compressivo della massa che al danno iatrogeno.

Gli autori hanno analizzato l’indice della funzione sessuale femminile (FSFI), l’indice internazionale della funzione erettile (IIEF) e il questionario dell’immagine corporea (BIQ) in pazienti di età ≥ 18 anni sottoposti ad asportazione del tumore in epoca neonatale. Sono stati esclusi dallo studio i soggetti affetti da neuropatie o malformazioni che potessero influenzare la funzione sessuale.

Dei 112 casi trattati, solo 35 pazienti sono stati ritenuti idonei per lo studio: 28 di sesso femminile (età media 27 anni, range 18 – 41 anni) e 7 di sesso maschile (età media 22 anni, range 18 – 36 anni). Gli indici FSFI e IIEF sono stati confrontati con quelli ottenuti dai casi controllo.

        

Dall’analisi è emerso che il FSFI nelle pazienti operate di teratoma sacro-coccigeo è risultato significativamente più basso rispetto ai casi controlli, soprattutto in termini di riduzione del desiderio sessuale, dell’eccitazione e della lubrificazione vaginale. Mentre non sono state riscontrate differenze a riguardo dell’orgasmo e soprattutto nei maschi non è stato riferito nessun disturbo funzionale (erezione, penetrazione ed eiaculazione).

Inoltre, analizzando i dati ottenuti dall’immagine corporea, è emerso che le donne presentavano una significativa riduzione del BIQ rispetto ai maschi.

          

Per tale motivo, è stato ipotizzato che il risultato estetico della cicatrice potesse influenzare il desiderio sessuale nelle donne, con successiva riduzione dell’eccitamento e della lubrificazione, visto l’assenza di dispauremia (dolore vaginale o pelvico durante il rapporto sessuale) che, invece, risulta essere un disturbo correlato con la presenza di lesioni a carico delle strutture pelviche.

Sebbene lo studio presenti delle limitazioni (studio retrospettivo e basato esclusivamente su un questionario, basso numero di pazienti di sesso maschile), gli autori ritengono fondamentale porre l’attenzione sulla possibilità di comparsa di disfunzioni sessuali in età adulta in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per teratoma sacro-coccigeo in epoca neonatale; pertanto, oltre ad evitare di danneggiare le strutture del pavimento pelvico al momento dell’asportazione della massa, gli autori consigliano di eseguire dei consulti multidisciplinari durante il follow-up, all’età di 14 e 18 anni, per consentire una migliore accettazione del proprio corpo e dell’eventuale correzione chirurgica di cicatrici deturpanti al fine di ridurre il rischio di disfunzioni sessuali in età adulta.

 

Fonte: Journal of Pediatric Surgery 2016; 51(4): 534-540