L’allattamento al seno è il gesto più naturale che ci sia. Un gesto che crea un rapporto così intimo tra la mamma e il bambino e allo stesso tempo garantisce la migliore nutrizione al piccolo, soprattutto nei primi mesi di vita.

Nonostante i benefici dell’allattamento al seno, ancora oggi si verificano casi in cui alle mamme viene vietato di allattare in pubblico. Potrebbe sembrare impossibile, eppure pochi giorni fa c’è stato l’ennesimo episodio: a Biella (Piemonte), in un ufficio postale, ad una mamma è stato negato di allattare al seno e addirittura consigliato di allattare al biberon.

Purtroppo in molti Stati, inclusa l’Italia, simili episodi succedono e molto spesso le donne sono costrette a coprirsi o ad allontanarsi, questo perché non è ancora riconosciuto il diritto di allattare in pubblico e soprattutto non vi è alcuna legislazione che tuteli le madri dalle molestie e dalle discriminazioni quando devono nutrire i loro bambini in un ambiente pubblico.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce l’allattamento come un diritto fondamentale dei bambini e delle mamme, e lo stesso Ministero della Salute incoraggia l’allattamento al seno; ma cosa può fare una mamma per difendersi, quando le viene chiesto di andare via da un luogo pubblico? Per questo motivo, è partita la petizione “Allattamento è…ovunque lo desideri”, al fine di richiedere una legge che tuteli tale diritto e consenta alle mamme di allattare ovunque si renda necessario, anche in un bar, ristorante, su una panchina o addirittura in un ufficio postale.

 

La petizione è stata promossa proprio da una mamma, a seguito di un episodio di disagio mentre allattava in un luogo pubblico, ed è possibile leggerla, firmarla e sostenerla sul sito di Change.org.

 “Allattare è un diritto, non una forma di esibizionismo, e non deve essere considerato un atto osceno agli occhi della gente” (R.S., una mamma).

 Fonti: www.change.org