Negli ultimi anni sempre più donne si sottopongono a interventi a livello mammario sia di tipo estetico (mastoplastica addittiva o mastopessi con protesi) che ricostruttivo (esiti tumori mammari).

Ma, ancor'oggi, pur con il miglioramento dei materiali, il 10% delle pazienti sviluppa una contrattura capsulare legata alla protesi.

La protesi normalmente viene riconosciuta dal nostro organismo come un corpo estraneo e rivestita da un tessuto fibroso. In alcuni casi si ha un abnorme aumento di tale tessuto che crea una contrattura della capsula intorno all'impianto.

Il risultato di tale problema può dare sintomi come dolore, sensazione di tensione e a livello estetico può dare deformità della protesi con un insufficiente risultato estetico.

La tecnologia moderna ha migliorato le protesi mettendo superfici non lisce per ridurre il rischio pur non cancellando il rischio.

L'Università di Manchester ha recentemente sviluppato una nuova superficie esterna per le protesi mammarie in silicone che mima la superficie basale della cute permettendo una più fisiologica risposta dell'organismo.

Ovviamente siamo ancora in una fase sperimentale, basando i risultati su studi in laboratorio ma tale studio permette di mettere in evidenza che ancora il problema della contrattura capsulare non è risolto e che, però, la ricerca sta lavorando per trovarne soluzioni.

Allo stesso modo, l'articolo evidenzia come l'informazione preoperatoria verso le pazienti diventi un punto cardine anche per l'eventuale gestione delle complicanze legate in maniera specifica all'intervento e ai materiali utilizzati.

 

Fonte:

"Development and functional evaluation of biomimetic silicone surfaces with hierarchical micro/nano topographical features demonstrates favourable in vitro foreign body response of breast-derived fibroblasts"

Daniel J.T. Kyte, Antonios Oikonomou, Ernie Hill, Ardeshir Bayat

Biomaterials June 2015 Vol 52 - 88-102