25 novembre 2013

Ricercatori dell'Università di Bristol  - School of Clinical Sciences - hanno dimostrato come l'impiego di cellule staminali di origine neuronale, ricavate da linee clonali di cellule umane, per il trattamento delle forme di grave arteriopatia periferica note come CLI (Critical limb ischemia) sia efficace ed in grado di migliorare la vascolarizzazione attraverso la formazione di nuovi vasi.

L'augurio è che queste ricerche possano presto portare ad una sperimentazione clinica sull'uomo, dove la grave arteriopatia è una delle complicanze più temibili in alcune forme di diabete, per il rischio di amputazione d'arto e per il peggioramento della qualità di vita.

Attualmente i trials clinici sull'uomo prevedono il prelievo di cellule staminali dal midollo osseo, oppure il loro potenziamento nel sangue circolante attraverso la somministrazione di fattori di crescita.

Qualora si potesse disporre di una fonte illimitata di cellule omologhe utilizzabili senza il rischio di reazioni immuni o altri effetti collaterali, il trattamento con cellule staminali potrebbe diventare una realtà nella pratica clinica ed uscire definitivamente dall'ambito sperimentale.

Le sperimentazioni già effettuate sull'uomo, con il trapianto autologo (cioè utilizzando le proprie cellule) e con le metodiche attualmente a disposizione hanno mostrato risultati incoraggianti ed assenza di effetti collaterali.

Ogni studio serio di impiego di cellule staminali sull'uomo richiede una fase di sperimentazione preventivamente autorizzata dalle autorità competenti (in Italia l'organo è rappresentato dall'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco) e la successiva sottomissione dei risultati ottenuti alla comunità scientifica attraverso le comunicazioni nelle sedi congressuali e la pubblicazione sulle riviste mediche speicalizzate.