Il carcinoma a cellule squamose dell'ano è una malattia rara, l'incidenza annuale è di 1 caso su 100.000 ma è in aumento.

La sopravvivenza a 5 anni globalmente considerata è del 60% negli uomini e 78% nelle donne negli Stati Uniti, leggermente inferiore in Europa.

Si associa tipicamente a infezione da papilloma virus e fattori di rischio noti sono:

  • rapporti sessuali anali
  • un numero elevato di partners
  • l'infezione da HIV
  • l'immunosoppressione per altre cause (pazienti trapiantati,terapia con steroidi di lunga durata)
  • precedenti neoplasie associate a papilloma virus
  • appartenenza a classi sociali modeste
  • malattie autoimmuni
  • fumo.

Al contrario le abitudini alimentari, la malattia emorroidaria e malattie infiammatorie croniche intestinali non costituiscono fattori di rischio.
L'incidenza è maggiore negli uomini omosessuali, soprattutto se hiv positivi.

 

I sintomi comuni sono:

  • il sanguinamento anale (ragione per cui spesso la diagnosi è ritardata attribuendo erroneamente il sanguinamento a malattia emorroidaria)
  • la presenza di una massa
  • un'ulcera che non guarisce
  • prurito
  • secrezione
  • disturbi della continenza.

 

La diagnosi richiede una biopsia per esame istologico e la stadiazione un esame obiettivo completo, una vista ginecologica nelle donne, una proctoscopia (ed eventualmente una colonscopia), una risonanza magnetica della pelvi (o tac) e un' ecografia endoanale.

 

Fino al 1985 la terapia di scelta era la chirurgia, in seguito abbandonata a favore di un trattamento radiochemioterapico , il cosiddetto schema di Nigro che è diventata la scelta di riferimento grazie agli ottimi risultati ottenuto senza compromissione dell' apparato sfinteriale e senza necessità di interventi chirurgici demolitivi.

Attualmente solo piccole neoplasie del margine anale che possono essere asportate radicalmente senza compromettere la continenza vengono trattate mediante asportazione locale mentre gli altri casi sono trattati secondo il protocollo citato, di Nigro con eccellenti risultati.

Ottenuta la guarigione è essenziale seguire uno stretto programma di follow up per porre diagnosi precoce di eventuali recidive o metastasi che si verificano nel 10-20% dei casi.

La chirurgia è invece indicata in caso di recidiva locale, si tratta di interventi spesso demolitivi al fine di ottenere un' asportazione radicale senza residuo di malattia, unico modo per ottenere buoni risultati.

Tre società scientifiche europee (ESMO ESSO ed ESTRO) hanno appena pubblicato le nuove linee guida congiunte per il trattamento di questa patologia, pubblicate su Annals of Oncology e confermano quanto sopra descritto sottolineando l' attuale validita' del protocollo di Nigro.

Considerata la rarità della malattia e l'ottima prognosi se adeguatamente trattata, è essenziale porre al più presto una diagnosi corretta, non sottovalutando mai i sintomi caratteristici, soprattutto il sanguinamento che non deve mai essere attribuito a malattia emorroidaria prima di aver escluso mediante visita proctologia questa ed altre patologie, soprattutto nel gruppi a rischio.

 

Fonte:

Anal Cancer: ESMO-ESSO-ESTRO clinical practice guidelines for diagnosis, treatment ando follow up - Ann Surg Onc00.1-11,2014