Negli ultimi anni incidenza e mortalità del cancro colorettale sono diminuiti negli Stati Uniti, in buona parte grazie ai programmi di screening rivolti agli ultracinquantenni.

Una ricerca appena pubblicata su JAMA Surgery da autori texani ha tuttavia evidenziato una tendenza preoccupante: l'aumento di incidenza nei giovani.

L'aumento più evidente è stato osservato tra i 20 e 34 anni per tutti gli stadi di malattia.

Il dato è emerso dall'analisi di 393.241 pazienti con cancro colorettale osservati tra il 1975 ed il 2010 con particolare riferimento all'età del paziente al momento della diagnosi.

Come detto, l'incidenza complessiva si è ridotta dello 0.92%, ma il dato si inverte per le sole classi di pazienti giovani e si stima che tra il 2020 ed il 2030 aumenterà del 37% e del 90% per i pazienti da 20 a 34 anni di età e riguarda anche le localizzazioni al sigma ed al retto.

In base a questi dati un cancro al colon su sei ed uno su quattro al retto verrà diagnosticato a pazienti di eta' inferiore a 50 anni.

Relativamente alla diagnosi nei giovani, il primo problema è sicuramente la diagnosi tardiva, sia per l'assenza di programmi di screening in queste fasce di età, sia per la tendenza a non considerarla tra le possibili diagnosi in presenza di sintomi sospetti da parte dei pazienti stessi e da parte dei medici curanti.

Obesità e sedentarietà in aumento giocano un ruolo probabilmente non secondario così come le abitudini alimentari nei paesi occidentali.

I numeri per fortuna non sono ancora così elevati da proporre di estendere i programmi di screening a questa età ma sicuramente una maggior attenzione ai sintomi indagandoli in modo adeguato e una prevenzione modificando le abitudini di vita e alimentari a rischio sono indispensabili.

 

Fonte: JAMA Surg. Published online November 05, 2014. doi:10.1001/jamasurg.2014.1756