E' scoppiata la primavera, ed il primo sole caldo invita ad esporre il proprio corpo per beneficiare delle tiepide giornate e del clima favorevole, anche per una fugace "gita fuori porta" o anche solo per un paio d'ore, nei parchi, al mare o ai laghi.

E' proprio in questi momenti in cui la guardia è bassa, che il rischio di tumori della pelle, compreso il melanoma, può aumentare sensibilmente!

Difatti, in questi momenti, l'errata consapevolezza che il sole "non sia ancora sufficientemente caldo" da provocare danni, può far adottare degli errati atteggiamenti. 

Vediamo quali sono gli errori più classici:

1. ci si espone senza alcuna protezione solare

Questo per la citata errata presunzione che ancora il sole non sia sufficientemente caldo da provocare scottature

2. si protrae l'esposizione della pelle molto a lungo

La gita, la passeggiata o la permanenza all'aperto a volte accompagnano tutto l'arco della giornata nella quale si concentra in una sola volta tutto il tempo a disposizione per stare all'aria aperta

3. ci si espone quasi sempre nelle ore centrali della giornata (11:00-16:00)

proprio in queste occasioni si arriva e si permane all'aperto proprio nelle ore centrali e quindi a più alto potere radiattivo

4. si tende ad avere un abbigliamento non consono alla stagione (capi troppo pesanti che vengono eliminati durante la permanenza al sole)

Spesso ancora il "cambio di stagione" non è stato fatto, ed i nostri armadi non consentono di utilizzare un vestiario idoneo al prorompente arrivo del caldo: i vestiti pesanti vengono poi eliminati all'aperto e la pelle maggiormente esposta.

 

Il sole è un amico, ma purtroppo se mal rapportato con la nostra pelle può divenire un acerrimo nemico della salute: sono soprattutto le "scottature solari" (ovvero le ustioni solari di I-II grado solitamente) più della cronica esposizione (quella dei lavoratori "outdoors") che possono favorire l'insorgenza del melanoma cutaneo, uno dei più gravi tumori in senso assoluto.

Il meccanismo è noto:

la scottatura/ustione solare è provocata da una parte specifica di raggi solari, denominati raggi UVB: questo spetttro solare arrivato sulla pelle causa la formazione a carico del DNA cellulare di specie altamente dannose per la replicazione genomica stessa, che prendono nome di dimeri di pirimidina, capaci di creare assieme ad altre alterazioni cellulari (nel meccanismo di difesa proteico) una alterazione neoplastica della cellula stessa e la conseguente sua immortalizzazione.

Avere ben presenti i punti cruciali che abbiamo evidenziato, serve a capire come anche in queste prime fasi, sia necessario tenere alta la guardia e proteggersi in modo adeguato in base alle tre varibili:

1. tipo di pelle (fototipo cutaneo)

2. tipo di esposizione (latitudine, mare, montagna, laghi possono variare le dosi cumulative di raggi assoribiti)

3. durata dell'esposizione al sole

In caso di dubbi e di necessità particolari, subito dal proprio dermatologo di fiducia!

  

Fonti:

1: Cadet J, Mouret S, Ravanat JL, Douki T. Photoinduced damage to cellular DNA:
direct and photosensitized reactions. Photochem Photobiol. 2012
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2: Ikehata H, Ono T. The mechanisms of UV mutagenesis. J Radiat Res.
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3: de Gruijl FR, Rebel H. Early events in UV carcinogenesis--DNA damage, target
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4: Pfeifer GP, You YH, Besaratinia A. Mutations induced by ultraviolet light.
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5: Cadet J, Sage E, Douki T. Ultraviolet radiation-mediated damage to cellular
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6: Yarosh DB, Boumakis S, Brown AB, Canning MT, Galvin JW, Both DM, Kraus E,
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PubMed PMID: 11684456.