Di grande interesse uno studio pubblicato recentemente su JAMA (2014) da Allam e altri, sulle complicanze delle più comuni attività dermochirurgiche estetiche.

I ricercatori hanno preso in considerazione i più comuni interventi effettuati negli ambulatori dermatologici, quali infiltrazione di neurotossine, acido ialuronico, vari tipi di interventi laser, e altro ancora. Lo studio rileva bassa incidenza di effetti collaterali, e ancora più bassa incidenza di effetti collaterali severi. Lo scenario che ne risulta dimostra il grado di sicurezza raggiunto ormai da tecniche mature e validate, se correttamente condotte.

Il tema risulta di grande interesse perché la richiesta di una chirurgia estetica "soft", in contrapposizione ad una chirurgia estetica più impegnativa (quale per esempio i lifting globali, blefaroplastiche di un certo impegno) risulta in costante crescita.

Tra le motivazioni principali vi è la miniinvasività, la reversibilità, la rapida ripresa delle attività sociali e lavorative e appunto... la sicurezza!

Con questo studio, pubblicato su rivista qualificata, si evidenzia questo aspetto, fornendo quindi un importante dato che influenza le scelte: la scarsità di effetti collaterali, ed ancor più di quelli severi, a seguito dei comuni interventi dermoestetici.

Oltre i dati, che sono chiaramente desumibili dallo studio, mi preme sottolineare come sia importante che però ogni intervento di questo tipo venga effettuato da un medico che abbia maturato competenze specifiche, e che conosca molto bene l'organo sul quale vanno ad impattare tali terapie, cioè l'organo cutaneo.

E ben a ragione si può parlare di organo, vista la estensione e funzioni della pelle. Quindi non solo un tessuto che ricopre, ma una struttura molto complessa.

Nel futuro è ipotizzabile un aumento di richieste, in accordo con il desiderio di maggior benessere psicofisico. 

La sfida sarà da una parte offrire prestazioni sempre più efficaci e sicure, ad alto livello professionale, dall'altro non cadere nella trappola della offerta super low cost, specialmente se di dubbia provenienza.

Sarà sempre il caso di informarsi su chi effettuerà il trattamento, su che attrezzature userà, e ottenere una informazione chiara e consapevole.

Le attrezzature (es. laser) costano molto se di qualità, e unito ai costi per le attività di perfezionamento necessarie in un professionista adeguato, rendono conto dei costi al paziente.

Che però vengono su di esso riversati come qualità e sicurezza. Si può. Si deve!

 

Fonti: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25372511