giovanniberetta_aree-gioco-bambini-favaro-campalto-tessera-veneziaAccade in Italia, esattamente a Trentola Ducenta, un paese del Sud Italia (ma potrebbe essere anche dell'estremo nord): una bambina di 11 anni, rifiutata (per l'ennesima volta) dalla dirigenza scolastica e regionale perchè affetta da HIV.

Dopo l'intervento del Ministero dell'Istruzione, per fare chiarezza sulla vicenda, pare che questa bimba possa avere finalmente il diritto di tornare a scuola e quindi evitare le "lezioni a distanza" che qualcuno nella dirigenza scolastica pare avesse invocato.

Al netto del gravissimo episodio di lesione della Privacy personale, continua la ghettizzazione della piccola, poichè pare (il condizionale è ancora d'obbligo), che alcune mamme abbiano intenzione di togliere i propri figli dalla scuola, causa sovraffollamento, classi piccole, servizi igienici inefficienti e quindi (secondo il loro ragionamento) rischio di contagio anche per una semplice sbucciatura del ginocchio.

Questa è l'Italia dell'ignoranza, della chiusura, della ghettizzazione. La peggior Italia che esiste.

Da Medico Specialista delle Malattie Sessualmente Trasmissibili, colgo l'occasione per comunicare ancora una volta che:

1. l'HIV NON si trasmette durante la vita sociale, lavorativa e scolastica

2. piccole contaminazioni con sangue fuoriuscito dall'esterno di una persona infetta, NON sono causa contagio

3. la terapia antiretrovirale causa l'abbattimento del 96% della carica del virus e consente addirittura il rapporto sessuale in una coppia sierodiscordante alla ricerca di una gravidanza, con il concepimento di figli sani e liberi di malattia

e soprattutto:

4. l'isolamento delle persone affette da HIV, ancor più se bambini, è una malattia ancora più grave dell'HIV stessa, che non colpisce i sieropositivi, ma chi gli sta attorno attuando questo perverso e perdente meccanismo.

 

Tutta la mia solidarietà alla Bambina, con la quale mi piacerebbe far giocare mio Figlio.

 

Alcune fonti: