E' credenza comune che l'ansia e lo stress siano implicati nell' indurre o peggiorare una caduta di capelli.

Ma quanto c'è di vero in queste affermazioni?

Studi scientifici presentati agli ultimi congressi di Dermotricologia si sono interessati di questi aspetti, non secondari, ed hanno individuato dei razionali biochimici ed ormonali. In verità, ottimi punti di partenza per terapie sempre più efficaci.

Lo stress induce un rilascio di cortisolo, che a cascata provoca una inibizione nella produzione di eicosanoidi, con azioni sulla PGE2 e AMPc, e in finale una alterazione dei processi di cheratinizzazione, anche in relazione all'aumento della glicemia (glicosilazione nella via della cheratinogenesi).

Da non trascurare ovviamente la produzione di radicali liberi ad azione danneggiante il follicolo pilare.

Allo stesso modo la azione dello stress sulla midollare del surrene favorisce un incremento di adrenalina e noradrenalina, che esplicano una azione inattivante dell'AMPc e della sintesi delle proteine del capello.

Quindi un approccio al paziente che perde i capelli, dovrebbe comprendere una attenzione anche su questi temi, e prevedere un approccio generale più ampio possibile.