Sembrerebbe proprio di no o comunque estremamente improbabile secondo i dati di un recente studio inglese.

Gli autori hanno studiato un gruppo di pazienti ai quali è stato diagnosticato un tumore digestivo superiore, quindi esofageo o gastrico dal 2004 al 2007 e hanno verificato che solo 8 pazienti su 60 avevano riferito dispepsia prima della gastroscopia, confermando che è raro che un paziente al quale viene diagnosticato un cancro esofago gastrico lamenti dispepsia nelle 8 settimane che precedono la diagnosi.

Al contrario, in ben 56 su 60 pazienti (93%) era presente uno o più sintomi di allarme, ovvero:

  • disfagia (difficoltà a deglutire),
  • calo di peso,
  • anemia da carenza di ferro,
  • sanguinamento digestivo,
  • vomito ricorrente,
  • una massa addominale,
  • un rx tubo digerente con mezzo di contrasto con risultato sospetto.

Considerato che la dispepsia riguarda in modo variabile secondo le aree geografiche circa il 40% della popolazione, appare quindi ingiustificato eseguire una gastroscopia urgente in presenza di dispepsia al fine di diagnosticare precocemente un tumore mentre è più che corretto eseguirla in presenza di uno o più sintomi d’ allarme.

Al fine di utilizzare al meglio le risorse disponibili sarebbe quindi auspicabile che i medici di base tenessero anche conto di tali criteri quando stabiliscono un ordine di priorità negli accertamenti richiesti ed in particolare nelle gastroscopie utilizzando i cosiddetti ‘bollini verdi’ che garantiscono la precedenza nei casi realmente indicati.

 

Frontline Gastroenterol.2012;3(1):47-51